Murdoch: «Il peggio è passato, andiamo avanti»
Roma – Secondo il magnate americano dei media, Rupert Murdoch, la crisi che ha finora aleggiato sui media stessi è in veloce allontanamento. Lo ha riferito mercoledì scorso in occasione di una conferenza stampa alla presenza di analisti di settore, con numeri che sembrano promettere qualcosa di buono nonostante i profitti non brillanti.
Un quadro esatto della situazione è stato pubblicato da MarketWatch, che riferisce tutti i dettagli. Nello stesso tempo, proprio sul suo Wall Street Journal Murdoch espone le diverse sfumature del suo pensiero.
“Troppi creatori di contenuti sono rimasti passivi di fronte ad evidenti violazioni sui diritti di proprietà intellettuale”, ha riferito il magnate. Ciò nonostante, risulta “sempre più chiaro che il peggio è passato” per le economie e che “i giorni del precipitoso declino sono superati”.

Rupert Murdoch, il magnate dei media
Un’evidente inversione di rotta, spiega il quotidiano, rispetto a quanto il magnate aveva dipinto qualche tempo addietro, con toni decisamente meno ottimistici , in una battaglia che ha visto persino Google contrapporsi ai media asserendo di essere «amico dei giornali».
Ma ora “stiamo iniziando a vedere qualche raggio di luce che ci incoraggia”, ha riferito Murdoch, precisando che i clienti stanno di nuovo tornando a spendere ed investire nel campo pubblicitario. “Penso abbiano capito che è essenziale per loro mantenere i loro brand ben piazzati di fronte alla gente”. Pur facendo notare che l’advertising non è tornato ai livelli di prima, “alla fine della caduta abbiamo toccato il pavimento e ora sembra stiamo iniziando il rimbalzo”.
Inevitabile la domanda: riacquisterà le azioni di News Corporation precedentemente vendute? “È presto, sono i primi giorni”, ha detto, spiegando che è preferibile attendere maggiore evidenza di passata tempesta prima di agire su tutti i fronti.
Il magnate ha infine ribadito che il modello di business dei giornali deve cambiare, convinto che molti dei profitti del futuro si stanno spostando sul Web. Ed ha anche chiarito, deludendo le aspettative di alcuni, che “non invieremo i nostri contenuti a quei gentiluomini che hanno creato il Kindle. Noi controlleremo i prezzi dei nostri contenuti e controlleremo le relazioni con i clienti”. Per rifarsi della crisi, insomma, Murdoch prevede un paio d’anni di strada.















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[...] non occorre altro.E tutto questo, ragazzi, è vero anche oltreoceano, proprio là dove si fanno piagnistei plateali sulla crisi. Avete presente Ars Technica? No? Può essere. Bè, è un sito importantissimo, molto [...]
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