Senza la banda larga e una cultura della Rete l’Italia non ha futuro

La Redazione
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Pubblicato il: 06/09/2011
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Con questo allarme si è concluso a Palermo il 50° Congresso FITCE, organizzato dalla Federazione degli Ingegneri delle Telecomunicazioni dell’Unione Europea in collaborazione con AICT, l’Associazione per la Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni, con IEEE COMSOC (Communication Society) e IEEE Italian Branch

Roma (stampa) - Si è concluso sabato 3 settembre il 50° Congresso FITCE. LaFederazione degli Ingegneri delle Telecomunicazioni dell’Unione Europea si è riunita nella sede del rettorato dell’Università degli studi per discutere del Digital Divide, dell’Agenda Digitale e delle nuove tecnologie per le Telecomunicazioni.

La qualificata platea, espressione del mondo dell’ingegneria delle telecomunicazioni europee, ha seguito le 3 intensissime giornate di congresso, durante le quali sono state affrontate molte tematiche riguardanti il futuro delle tecnologie in Italia e in Europa dal punto di vista delle imprese e dei cittadini.

150 ingegneri, 56 eventi, 12 sessioni, 3 giornate per discutere del divario tecnologico in Europa e per cercare insieme soluzioni che consentano di oltrepassare le barriere territoriali e culturali, garantendo una fruizione universale dei servizi e una facile accessibilità agli stessi da parte di tutti i cittadini.

La giornata di oggi ha ospitato diverse sessioni tecniche di grande interesse riguardanti le possibili forme di cooperazione tra Stati e tra operatori per superare o quanto meno ridurre drasticamente il Digital Divide.

Momento centrale della giornata è stata la tavola rotonda che ha visto la partecipazione dei principali soggetti pubblici e privati in ambito telecomunicazioni. Tra gli altri: Millie Banerjee  (Senior UK Telco Consultant), Roberto Saracco (Telecom Italia), Panos Exarchos (OTE), Fulvio Margherita (H3G), Salvatore Lombardo (Infratel Italia e Ministero dello Sviluppo Economico) Alessandro Busacca,  (Università di Palermo).

Da essa è emersa la necessità inderogabile di promuovere uno sviluppo tecnologico uniforme su base europea, sia dal punto di vista territoriale che generazionale.

Solo così il Vecchio Continente potrà mostrare competitività sul piano della crescita con gli altri blocchi continentali, in particolare USA e Cina.

La competitività sul versante delle infrastrutture di rete dovrà essere la sfida per imprese e istituzioni pubbliche. Anche le tecnologie mobili sono pronte ad offrire capacità significative di larga banda per l’accesso alle infrastrutture informatiche. “Il problema da affrontare nell’immediato appare tuttavia quello dell’alfabetizzazione informatica, purtroppo ancora scarsa nel nostro Paese. – ha commentato Andrea Penza, Presidente FITCE – L’Italia è il Paese con la maggiore densità di utilizzo del telefono mobile, mentre risultano molto meno  diffusi e utilizzati i pc a livello domestico. Ciò testimonia il ritardo della cultura tecnologica nel nostro Paese”.

Il congresso di Palermo ha riaffermato la centralità della Sicilia quale “culla” del Mediterraneo anche in ambito tecnologico. La riflessione mondiale della FITCE su questi temi proseguirà nei prossimi mesi con incontri in varie località europee ed extraeuropee, mentre il prossimo congresso internazionale si terrà a Poznam (Polonia) dal 29 agosto al primo settembre 2012.


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