Street View, foto cestinate in nome della privacy

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Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 23/03/2009
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Milano – Non è il miglior modo di debuttare: Street View è sbarcato da pochi giorni nel Regno Unito e deve già fare i conti con un grosso problema, che potrebbe portare alla cancellazione di un numero considerevole di fotografie. Alla base di tutto, come sempre, la privacy dei cittadini che si ritrovano immortalati, in luoghi o atteggiamenti che non vogliono mantenere di dominio pubblico.

Le richieste di rimozione ricevute nelle scorse ore sarebbero centinaia, secondo quanto riferisce il Daily Mail. Fra le prime segnalazioni, quella di un uomo che – in una delle foto scattate dall’auto di Google – sta evidentemente e inequivocabilmente uscendo da un sexy shop di Soho.

L'uomo in uscita da un Sexy Shop, ora rimosso da Street View / Photo Credit: Daily Mail (Click per ingrandire)

L'uomo in uscita da un Sexy Shop, ora rimosso da Street View / Photo Credit: Daily Mail (Click per ingrandire)

 L’interessato ha chiesto e ottenuto che la fotografia venisse eliminata perché imbarazzante, ma la casistica degli episodi immortalati, pubblicati e in seguito tolti dal pubblico dominio è variegata: si va dai bambini che giocano nel cortile di una casa scozzese ai tre poliziotti che arrestano un uomo su una strada di Camden, per arrivare ad un povero ragazzo che dà di stomaco fuori da un locale pubblico.

<p>L'uomo in difficoltà di stomaco, ora rimosso da Street View / Photo Credit: Daily Mail (Click per ingrandire)</p>

L'uomo in difficoltà di stomaco, ora rimosso da Street View / Photo Credit: Daily Mail (Click per ingrandire)

Tutte immagini la cui pubblicazione è stata ritenuta lesiva della privacy dei soggetti immortalati, esattamente come quanto avvenuto in passato negli USA e in Giappone. Matt Brittin, CEO di Google UK, in un’intervista a BBC News difende Street View e, nel ribadire che il problema della privacy è ben conosciuto dall’azienda che rappresenta, precisa che proprio per questo motivo sono state – e saranno – rimosse tutte quelle immagini ritenute non conformi o valutate contrarie al diritto di riservatezza delle persone ritratte.

Da qualche tempo il servizio offre visioni panoramiche anche di alcune città italiane e a detta di oneGoogle pare che l’intenzione sia quella di coprire, gradualmente, tutte le località del Belpaese. Attenzione, dunque, a chi si ritrova per strada a tu per tu con una Google Car: nel giro di qualche mese, infatti, potrebbe ritrovarsi su Street View a tu per tu con una propria immagine. È pur vero che il servizio prevede un sistema automatico di riconoscimento – e successivo oscuramento – dei volti e delle targhe degli autoveicoli, ma è altrettanto vero che si tratta di una soluzione basata su automatismi, che non sempre si rivelano efficaci.

Chi pensasse ad una violazione della privacy e tentasse il colpaccio intentando una causa legale con regolare richiesta di risarcimento danni a spese di Google, sappia però che potrebbe ritrovarsi a bocca asciutta: ne sanno qualcosa i signori Aaron e Christine Boring di Pittsburgh, che circa un anno fa hanno denunciato il colosso di Mountain View – chiedendo un risarcimento di 25mila dollari – in seguito alla pubblicazione di foto definite “troppo indiscrete” che rendevano di pubblico dominio la loro casa, il vialetto di ingresso e la piscina. Il giudice federale – con una decisione che fa giurisprudenza e quindi ha valore di legge, almeno negli USA, ha dato ragione a Google stabilendo che in quel caso non è stata ravvisata una violazione della privacy in quanto il servizio consente di passeggiare virtualmente come se l’utente fosse nel luogo fotografato. La macchina fotografica della GoogleCar ha potuto vedere e riprodurre ciò che una persona avrebbe potuto vedere con i propri occhi sul posto, per cui il reato non sussiste. Non solo: secondo il giudice, i coniugi Boring non avrebbero posto in essere alcun tipo di azione per limitare la diffusione delle immagini in questione (non hanno mai chiesto la rimozione delle fotografie e sono passati subito dall’avvocato) e portando la vicenda agli onori della cronaca si sarebbero resi colpevoli di aver sfruttato il caso per ottenere un risarcimento “facile”. Risultato: oltre a non vedere un dollaro dovranno pagare le spese processuali.

Chi di Street View ferisce, di Street View perisce, dunque. Ma se ciò che avviene in pubblico può essere poco rilevante ai fini della privacy, è comunque importante che la riservatezza di abitazioni e luoghi privati – o comunque accessibili ad una cerchia di persone limitata – debba essere sempre tutelata, anche a parti invertite. In medio stat virtus.

Dario Bonacina

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  1. [...] ancora problemi 23 03 2009 Appena lanciato nel Regno Unito, Google Street View ritrova gli stessi problemi di privacy già incontrati in passato (un esempio qui) e che i sistemi automatici di riconoscimento facciale [...]