Apple tenta di fermare il jailbreaking

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Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 03/04/2009
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Milano – A casa Apple il jailbreaking è sempre stata una pratica indigesta, ma nell’iPhone Developer Program License Agreement non se ne è mai trovata menzione esplicita e gli sviluppatori vi hanno spesso fatto ricorso per utilizzare applicazioni di terze parti senza sottostare ai vincoli imposti dal produttore sull’apparecchio. Ora Cupertino accende ufficialmente il semaforo rosso, vietando il jailbreak e ogni tipo di favoreggiamento.

Il divieto, spiega ArsTechnica, è ora chiaramente espresso nell’ultima versione del contratto di licenza per gli sviluppatori iPhone, che va oltre alle già note prescrizioni su tutela della privacy degli utenti, rispetto della legge e del know-how altrui e statuisce vincoli molto precisi, tra cui l’impossibilità a partecipare a progetti come QuickPwn o PwnageTool e a distribuire fuori dall’App Store le applicazioni realizzate con l’utilizzo di iPhone OS e SDK o altri tool.

Esempio di iPOD dopo abbondante Jailbreaking

Esempio di iPOD dopo abbondante Jailbreaking

Già nello scorso febbraio, Apple aveva definito il jailbreaking una violazione del copyright e del DMCA (Digital Millennium Copyright Act), dopo aver inoltrato presso il Copyright Office un esposto affinché non venisse accolta la richiesta di legalizzazione del jailbreaking presentata dalla Electronic Frontier Foundation (EFF). In tale richiesta, formulata in termini generici – che però contengono impliciti riferimenti allo smartphone di casa Apple – si considera la possibilità che il jailbreaking, anziché cagionare danno al produttore del dispositivo, possa assumere il ruolo di volano del mercato in quanto elemento che favorisce la concorrenza. La posizione di Cupertino in questo senso è sempre stata chiara: per Apple «aprire» l’iPhone comporta una manipolazione dell’OS foriera di danno, per cui ogni operazione di questo tipo è da considerare deleteria e la decisione di rendere esplicito il divieto di jailbreaking va in questa direzione.

Sviluppatori iPhone obbiedenti e sull’attenti, dunque? Assolutamente no, l’attività dei jailbreakers non si ferma davanti a nulla: Engadget riferisce che solamente il giorno dopo il rilascio (da parte di Apple) di un update al suo iPhone OS 3.0 Beta 2, un gruppo di sviluppatori ha pubblicato un update di QuickPWN che apre tutti i lucchetti presenti su iPhone (2G e 3G) e iPod Touch 3.0. Da notare la precisazione fatta da modmyi.com nel dare la notizia del jailbreaking attuato dall’hacker Vortex e pubblicato su iPhoneApps.ru: “be warned this is NOT Dev Team approved”. Per chi non l’avesse capito.

Ci sono quindi tutti i presupposti per prevedere che il jailbreaking possa avere ancora vita lunga, tanto più che ora – a beneficio di tutti gli autori di applicazioni che non hanno ricevuto l’imprimatur per essere accolte nell’AppStore – RipDev ha iniziato la distribuzione di InstallerApp 1.0, una sorta di Installer per applicazioni non ufficiali che va ad affiancarsi al già noto Cydia.

Dario Bonacina

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