C’è un iPhone Mini nell’aria? Si, ma non quest’anno

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 07/01/2013
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Che sia nell’aria è fuor di dubbio: autorevoli fonti lo confermano, per gli analisti è un percorso inevitabile. Ma ancora non c’è, dunque c’è da aspettare ancora parecchio.

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Ipotesi di iPhone Mini, pubblicata da kalinnachef.com (click per ingrandire)
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Roma – Apple ha sempre avuto ritmi piuttosto serrati nel gestire l’innovazione della propria linea di prodotti. E anche quest’anno non fa eccezione: secondo alcuni analisti, precisamente quelli di Strategy Analytics e Jefferies, a Cupertino si sta pensando a lanciare qualcosa come un iPhone Mini, uno smartphone che sia pur sempre un iPhone ma più piccolo e più economico.

I commentatori di Forbes la chiamano, appunto, budget alternative, cioè un’alternativa legata all’esborso richiesto al cliente. Una diversificazione, peraltro, già ampiamente adottata da Apple: si pensi a iPad Mini, un’idea promossa direttamente da Tim Cook, attuale AD di Apple.

Si tratterebbe, secondo gli osservatori, di conquistare un ulteriore segmento di mercato, quello di coloro che sono un po’ più attenti al budget ma non vogliono rinunciare al prodotto. D’altro canto, le vendite di Samsung sono state davvero eccellenti: il market share ottenuto dall’azienda sudcoreana nell’ultimo trimestre fiscale 2012 è esattamente il doppio di quello di Apple.

Poiché è recente l’annuncio di Samsung di voler completamente rinnovare la propria strategia nel campo degli smartphone, è chiaro – specie con le molteplici perplessità del pubblico più attento al tema della privacy – che con i nuovi piani l’azienda sudcoreana si procurerà un’ulteriore, forte attrattiva e tenterà di conquistare nuove, grosse porzioni di mercato.

Per questo gli analisti si aspettano un passo, un elemento nuovo da Apple. Così si è espresso Neil Mawston, analista di Strategy Analytics, con Cnet:

Riteniamo che Apple dovrà lanciare un ‘iPhone Mini’ a un certo momento dei prossimi tre anni, al fine di soddisfare centinaia di milioni di utenti prepagati in tutto il mondo che non possono permettersi l’attuale iPhone. L’iPhone 5  in questo momento sta crescendo velocemente e offre profitti, dunque non rappresenta un grosso incentivo per Apple verso un ‘iPhone Mini’ a brevissima scadenza. Secondo noi un ‘iPhone Mini’ potrebbe essere più probabile nel 2014, quando la penetrazione di Apple nel mercato globale degli smartphone con contratti postpagati sarà prossimo alla saturazione e Apple sarà costretta a trovare nuovi metodi di crescita altrove.

Dunque, è assai difficile (e anche poco attendibile) pensare a uno smartphone del genere entro l’anno: gli analisti lo hanno confermato anche all’Agenzia Reuters. Del resto, sia pure con qualche adattamento, quanto Mawston ha delineato si applica anche ai mercati europei e in particolare a quello italiano, dove i clienti con contratto postpagato (ossia gli abbonamenti) sono molto pochi a causa dell’impopolarissima Tassa di Concessione Governativa, che purtroppo esiste ancora, e sono invece la stragrande maggioranza i clienti con carta prepagata (ossia le ricaricabili).

In simili scenari, ciò che entra prepotentemente in gioco è la sovvenzione degli operatori, che in pratica sussidiano l’acquisto di smartphone con formule studiate per accoppiare una dilazione nel tempo per il corrispettivo da pagare sull’acquisto dell’apparecchio, opportunamente legata a una formula contrattuale accattivante sui servizi, che offra un pacchetto di traffico voce, SMS e Internet tale da non penalizzare il cliente più di tanto. L’unico modo, peraltro, per non limitare l’offera alla sola clientela cosiddetta “altospendente”.

Apple dovrà, dunque, entrare in gioco quando anche chi si è potuto permettere rate da 30-50euro mensili per due anni (questi, grosso modo, i valori medi in Italia) farà parte di un segmento di mercato giunto a saturazione: l’ipotetico iPhone Mini, quindi, dovrà mirare a chi, oggi, si mantiene su cellulari molto più economici, tipicamente non touch screen e dotati di sistemi operativi semplici, prossimi alla (o in piena) obsolescenza.

Perciò, attendere prego: l’idea c’è, ma è ancora solo un’idea, poco più di un rumor. Anche se è evidente che il pubblico, almeno “un certo pubblico” lo desidererebbe, come dimostra questo articolo redatto a fine novembre scorso, da cui sono tratte le immagini.

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