Google, al tocco di Pixel, con Chrome OS. Forse

La Redazione
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Pubblicato il: 21/02/2013
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Tutto parte da un video all’apparenza sfuggito, con alcuni retroscena abbastanza dubbi. Ma ne parla persino il Wall Street Journal, dunque forse qualcosa di vero ci sarà.

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Il presunto Chromebook chiamato Pixel.
Il presunto Chromebook chiamato Pixel.
(Cliccare l'immagine per ingrandire)

Roma – Dovrebbe chiamarsi Pixel e probabilmente sarà il nuovo laptop interamente progettato e disegnato da Google. A muoverlo ci potrebbe essere una versione specializzata di Chrome OS, il sistema operativo made in Mountain View.

Tutto è cominciato da un video (in fondo), pubblicato dallo sviluppatore Francois Beaufort sul suo profilo Google Plus, nel quale viene descritto il nuovo laptop. Il video sarebbe stato creato da Slinky, azienda che ha già lavorato per Google in passato. Il suo AD, taggando anche Sergey Brin, ha scritto su Google Plus dell’attacco informatico subito sui propri server, scusandosi per le conseguenti fughe di notizie su molti progetti.

Sembrava, insomma, che ci fossero abbastanza segnali per considerarla una possibilità concreta, al punto da convincere anche il Wall Street Journal a parlarne. La cosa non è passata inosservata e JR Raphael di Computerworld ha voluto approfondire. Secondo il celebre sito, probabilmente è presto per cantare vittoria.

The ‘Chromebook Pixel’? Not so fast, bucko – JR Raphael su Computerworld.

Il redattore è molto cauto: un attento esame fa sembrare quel video più il risultato dell’opera di fan che lavoro autentico per Google. Inoltre, le parole dell’AD di Slinky per JR Raphael non sarebbero esattamente quelle da rivolgere a un partner come Google in certi casi.

Gli sembra inoltre strano che un’azienda intenta a lavorare per Google non abbia un passato (ma Google non è nuova a servirsi di startup) ed altrettanto strano che siano scomparsi da YouTube tutti i video precedenti che Slinky aveva caricato, benché ve ne sia copia su altri servizi (nello specifico: su Vimeo, 1, 2, 3, 4).

Mentre le attuali pubblicità sono state create dal Google Creative Lab insieme a GreenPoint Pictures (come risulta da questo articolo su AdWeek), ma questo vorrebbe dir poco: su un progetto nuovo e toricamente “segreto”, Google avrebbe potuto decidere di servirsi di una startup “inedita” proprio per non disseminare notizie.

Infine, il redattore di ComputerWorld fa notare quanto sia oltremodo strano che l’AD di Slinky, nel mezzo di una crisi isterica da hackeraggio, abbia trovato il tempo di disseminare commenti in una discussione in atto su Google Plus, decantando la segretezza del progetto e rivendicando la cancellazione di video.

Sia come sia, ammesso che un simile laptop, anzi, ChromeBook, prenda mai il volo, sarebbe il primo ChromeBook touch della storia. Ammesso lo si riesca a toccare, appunto.


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