Siri, un hack lo porta su iPhone 4
Il personal assistant presentato come esclusiva di iPhone 4S potrebbe in realtà funzionare anche su modelli precedenti. Alcuni hacker sono riusciti nel porting della funzionalità
Milano – In occasione del lancio dell’ iPhone 4S, fra le nuove feature è stato presentato Siri, il personal assistant che per il nuovo modello dovrebbe rappresentare un’esclusiva non retroattiva, ossia non disponibile sulle precedenti generazioni del melafonino. Si è detto dovrebbe perché il condizionale è d’obbligo, dato che qualcuno annuncia di averlo portato su un iPhone 4.
9to5 Mac e lo sviluppatore Steven Troughton-Smith, nei giorni scorsi, si sono cimentati nell’esperimento di rendere funzionale Siri proprio sul modello lanciato nel 2010, operazione che alcuni utenti credevano possibile effettuando l’aggiornamento a iOS5, ignorando (più o meno consapevolmente) che Apple aveva esplicitamente escluso la sua disponibilità su modelli diversi dall’iPhone 4S.
Il risultato del lavoro di hacking sembra essere incoraggiante: Smith è di fatto riuscito a rendere operativo Siri su un iPhone 4, anche se esistono effettivamente alcune criticità.
La prima è indubbiamente rappresentata dalle prestazioni: il nuovo modello è dotato di un processore più performante del precedente, e ciò implica – con l’attivazione di Siri – un utilizzo sottotono e una certa lentezza di riflessi, che un driver specifico per la GPU di iPhone 4 potrebbe rendere meno pesante.
La seconda riguarda il server con cui Siri comunica, impossibile da raggiungere – secondo Apple – con un dispositivo diverso da un iPhone 4S. Di qualunque natura siano i vincoli imposti dal produttore, Sonny Dickson (un altro hacker) dichiara di averli superati tramite un iPad 2, e ciò fa ben sperare coloro che attendono di poter utilizzare il personal assistant anche con un iPhone 4.
Oggetto di immediata attenzione da parte di numerosi hacker iPhone-oriented, l’eventuale buon fine del porting di questa funzionalità sui modelli precedenti (sempre meno inverosimile) potrebbe addirittura rendere meno appetibile l’ultimo smartphone Apple, che fino ad oggi ha registrato un autentico boom di ordinazioni e un grande successo di vendite già dal suo primi giorno di commercializzazione.
Dario Bonacina




































