L’iPhone? Un autentico boom. Anzi, più di uno

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Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 07/09/2009
Commenti 2 commenti

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Ellie Stanborough, con ciò che resta del suo iPod Touch
Ellie Stanborough, con ciò che resta del suo iPod Touch
Video di CNR Media relativo al caso italiano

Milano – Quando si sente parlare del boom dell’iPhone, non è detto che si faccia riferimento al suo – comunque indiscutibile – successo di mercato: l’ultima stagione si è resa infatti particolarmente calda per lo smartphone Apple, involontario protagonista delle cronache per via di alcuni episodi in cui l’apparecchio è letteralmente scoppiato durante il normale funzionamento (ossia senza alcuna causa apparente che ne favorisse l’esplosione). Un problema verificatosi – a quanto pare – anche in Italia, che ha sollevato preoccupazione e polemiche, e su cui molti vogliono fare luce.

Gli utenti che sembrano aver manifestato maggiore avversione per il melafonino sono francesi, e non certo per una mera forma di nazionalismo: display che si rompono, episodi di surriscaldamento anomalo e rischi di esplosione sono, secondo quanto riferito da CNET News, i motivi principali per cui al di là delle Alpi l’iPhone è considerato una sorta di sorvegliato speciale, addirittura degno di essere messo sotto indagine dalla Commissione Europea.

Come noto, i problemi si sono verificati anche altrove. Ne sa qualcosa Ken Stanborough che, a Liverpool, si è reso conto che l’apparecchio di sua figlia Ellie (un iPod Touch) emetteva un sibilo fastidioso. Dopo averne constatato il surriscaldamento, lo ha gettato in giardino, dove è esploso (il Times Online racconta inoltre come Apple abbia chiesto il silenzio su questa vicenda, posto come condizione per ottenere il rimborso del valore del dispositivo).

Sempre secondo il Times, la Consumer Product Safety Commission (CPSC) avrebbe composto un dossier di 800 pagine su questo tipo di incidenti. Apple, tuttavia, non manifesta alcuna preoccupazione, dichiarando di aver ovviamente aperto inchieste interne, ma di non essere stata in grado di verificarli perché non avrebbe mai ricevuto gli iPhone rotti o esplosi per cause apparentemente non accidentali.

In tutto questo esiste anche un caso italiano, evidenziato da iPhone Italia. Il problema non è un’esplosione dell’apparecchio, bensì del display touch-screen, il cui vetro si sarebbe improvvisamente rotto dopo l’emissione di un rumore sospetto.

La vicenda si sarebbe guadagnata anche l’attenzione del procuratore di Torino Raffaele Guariniello, che avrebbe convocato Enzo Biagini – amministratore delegato di Apple Italia – per avere la versione dell’azienda sulle possibili cause alla base di simili incidenti e capire se si possa (o meno) profilare un’ipotesi di reato di immissione sul mercato di prodotti pericolosi.

Apple assicura di aver analizzato i casi segnalati, confermando l’apertura di inchieste interne per andare a fondo dei problemi lamentati degli utenti, ma sottolinea che si tratta di episodi isolati, che non esiste alcuna emergenza e che, per poter dire di più, attende ancora dagli interessati gli apparecchi incriminati per studiarli.

Dario Bonacina

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  1. iMacaco scrive:

    [Ne sa qualcosa Ken Stanborough che, a Liverpool, si è reso conto che l’apparecchio di sua figlia Ellie (un iPod Touch) emetteva un sibilo fastidioso. Dopo averne constatato il surriscaldamento, lo ha gettato in giardino, dove è esploso]

    Sì, ma è una feature, non c’è nulla di anomalo! Basta non metterlo in iBomb mode e non succede niente! Se non sapete usarlo non venite poi a lamentarvi! La realtà è che ultimamente non si perde occasione per parlar male di Apple! E invece dovreste tutti quanti prostrarvi innanzi a coloro che hanno “inventato” l’interfaccia grafica, il mouse, il lettore mp3, il perizoma e la coca-cola!

  2. Diego Crespi scrive:

    Pazzesco! Dal video del cnr si dice che ci vogliono 200 euro per cambiare il vetro di un iphone. Tipica assistenza apple che costa un botto di soldi. A me è successo con un loro portatile. Giusto il tempo di uscire dalla copertura della garanzia e con precisione chirurgica il gingillo ha pensato bene di non accendersi più. Non è stato tanto il prezzo esagerato dell’assistenza a farmi imbestialire, ma il fatto che il tecnico mi ha confidato che molte macchine di quella linea gli arrivavano dentro con lo stesso problema (surriscaldamento e successiva fusione del processore) e lo spendere i soldi per la riparazione non mi avrebbe garantito dal fatto che magari, dopo qualche mese, il problema si sarebbe ripresentato. Chiaro che il mio acquisto successivo è stato un banalissimo sgrauso ed economico notebook con windows. Che per la cronaca, ancora funziona.