Intel, nuovo ritardo sull’uscita del chip «Tukwila»
Roma – In circa due milioni di transistor, doveva arrivare da Intel uno dei chip più attesi: l’Itanium codename Tukwila, ma non se ne parla, c’è un nuovo ritardo all’orizzonte.
Tukwila – spiega Cnet - è un quad-core, un aggiornamento all’Itanium, che si è imbattuto in una strada irta di ostacoli fin dal primo annuncio della versione originale, nel 2001. L’architettura è basata esplicitamente sul parallelismo di istruzioni ed è un radicale processo di distanziamento da quella che è la cosiddetta architettura “x86″, ancora alla base dei PC di oggi.
In un comunicato della scorsa settimana Intel ha annunciato di aver “apportato alcune migliorie ingegneristiche alla piattaforma Tukwila”. Tra questi c’è il mantenimento dello stesso socket con i suoi successori, Poulson e Kittson.

La CPU Intel Itanium codename Tukwila
E la casa sta anche introducendo una tecnologia battezzata “memoria bufferizzata scalabile” (scalable buffered memory) nelle piattaforme Tukwila. Questa consente di aumentare le capacità di memoria “visibili” e permette di utilizzare le nuove RAM DDR3.
Secondo quanto spiega la stessa Intel, il numero di pin utilizzabili in modo dedicato per dialogare con la memoria è limitato. Il concetto di memoria bufferizzata scalabile agisce come “espansore” mediante la connessione di più memorie DDR3 a ciascuna interfaccia di memoria di CPU, incrementando così l’immagine di memoria visibile in confronto alle precedenti configurazioni “native”.
Un portavoce dell’azienda ha fatto sapere che le fasi di collaudo di queste novità sposteranno di fatto il lancio della piattaforma dall’inizio alla metà del 2009.
Questa categoria di CPU è indirizzata alle fasce alte, quali server enterprise e sistemi ad alte performance. Tra i clienti, Hewlett Packard, SGI, NEC, Fujitsu, Unisys e Hitachi.
Non resta che attendere metà 2009.














