Il tablet da 100 dollari ce l’ha fatta: esce a gennaio

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 05/12/2012
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Il progetto PenPod, il tablet dual boot con Android e un Linux touch friendly da 100 dollari ce l’ha fatta: obiettivo raggiunto e ampiamente superato. Gli apparecchi arriveranno a gennaio.

Roma – Ricordate il progetto del tablet da 100 dollari, in grado di avviarsi sia con Android che con Linux? Era un progetto in crowfounding: perché decollasse, era necessario “contribuire al progetto di crowdfunding dell’azienda e sperare che si raccolga abbastanza denaro per iniziare la produzione “di serie”, si raccontava su queste pagine lo scorso 13 novembre. Ebbene, ce l’ha fatta: rispetto all’obiettivo iniziale di 49mila dollari, ne ha invece raccolti oltre 72mila, dunque si fa.

Il tablet in questione è costruito da Peacock Imports ed è in grado di avviarsi con Android 4.0 oppure con una versione di Linux che abbia la stoffa per essere touch-friendly, come la KDE Plasma Active. Lo scenario operativo prevede di avere Android che parte dalla memoria interna, mentre Linux viene avviato da una SD Card avviabile.

Il PengPod 1000

Il PengPod 1000

Coloro i quali hanno versato 99 dollari nelle casse del gruppo hanno ricevuto la promessa di ricevere un esemplare di tablet, e così sarà: secondo quanto si apprende dall’azienda, a gennaio 2013 sarà consegnato.

Certamente uno di questi oggettini non potrà mai essere paragonato – come si diceva la volta scorsa – ad apparecchiature molto più potenti, ma per 100 dollari è piuttosto facile accontentarsi visto che, in ogni caso, si ottiene un tablet touch perfettamente funzionante, a tutti gli effetti.

Per il momento sul sito PengPod ancora non sono state inserite né aree né pagine dalle quali il tablet possa essere ordinato, dal momento che l’azienda puntava sulla riuscita della campagna Indiegogo. Ma, con ogni probabilità, altre novità arriveranno dopo che i supporter della campagna Indiegogo avranno ricevuto il loro materiale.

Dunque, questa volta sembra che il crowdfounding stia funzionando: potrebbe essere un ottimo esempio, sulla scorta del quale costruire un modello di business realmente alternativo e in grado di contrastare lo “strapotere” (che spesso si trasforma in una sorta di monopolio) delle grandi multinazionali del gadget, dimostrando che anche con gli strumenti software liberi e un minimo di impegno hardware è possibile ottenere qualcosa di concreto e funzionante.

Marco Valerio Principato

Sull'autore:

Marco Valerio Principato (1854 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureando in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.



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