Riconoscimenti digitali androidi arrivano

Riconoscimento impronta digitale: in arrivo su Android.
Riconoscimento impronta digitale: in arrivo su Android.
La Redazione
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Pubblicato il: 25/05/2015
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Secondo alcune indicazioni circolate online, Google dovrebbe annunciare questa settimana l’arrivo del riconoscimento di impronte digitali in Android. Con tanto di API.

Roma – Prossimamente Google rilascerà Android M, aggiornamento del suo sistema operativo mobile, con una feature di grido: il pieno supporto per la scansione dell’impronta digitale, che consentirà all’utenza di autenticarsi sulle App che la supportano e sui siti che la richiedono, senza alcun bisogno di password.

Lo ha fatto presente BuzzFeed News – per inciso, uno dei siti scelti da Mark Zuckerberg per fare notizie dentro Facebook – citando come fonte persone asseritamente informate sui progetti della compagnia della grande G.

Il rapporto puntualizza anche che la nuova caratteristica dovrebbe essere annunciata questa settimana a San Francisco, durante il keynote che si terrà presso la Google I/O conference, l’annuale incontro indetto da BigG tra sviluppatori, circostanza sulla quale Google non ha voluto, però, rilasciare dichiarazioni.

Secondo le conclusioni di Cnet, qualora dovesse davvero essere annunciata questa novità, vorrebbe dire poter presto disporre di un set di API (Application Program Interface) per sviluppatori in grado di consentire l’uso delle funzioni di autenticazione basata su impronta anche all’interno delle App.

Non è ancora sicuro che la prossima versione del sistema operativo mobile made in Mountain View sia proprio Android M, tuttavia per fortuita coincidenza Google ha pubblicato, sempre secondo Cnet, un riferimento ad esso in una delle sessioni per sviluppatori verbalizzate nel sito del Google I/O, che sarebbe poi stato rimosso.

Una cosa è certa: sotto il profilo della facilità d’uso e dell’affidabilità, con questo passo Android accorcia le distanze con iOS di Apple, che già da tempo offre ai propri clienti questa possibilità. Resta, purtroppo, la “falla” più grave: l’architettura di base di Android, notoriamente progettata per impedire all’utenza il benché minimo controllo sul rilascio di informazioni personali, meccanismo del quale il grande pubblico continua, con piena colpevolezza, a disinteressarsi completamente e di cui, presto o tardi, pagherà le conseguenze.


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