Kindle DX: rivoluzione o extrema ratio?

1 punto2 punti3 punti4 punti5 punti (Nessuno)
Loading ... Loading ...

Invia questo articolo Invia questo articolo

Link nativo Link nativo

Indirizzo trackback Indirizzo trackback

Permalink Permalink

Aggiungi a Netvibes

Dario Bonacina
Di Dario Bonacina
Pubblicato il: 08/05/2009
Commenti Commenta

Milano – Anticipato da alcuni rumors – attendibili in quanto basati su considerazioni scontate – il nuovo Kindle DX è stato svelato da Amazon mercoledì scorso. Il dispositivo sembrerebbe essere chiamato a dare il proprio contributo per risollevare le sorti del mondo della stampa quotidiana: in quest’ottica, Amazon ha lavorato sulla sua usabilità, ampliandone le dimensioni e dotandolo di nuove feature, i cui pro e contro generano alcune perplessità sulle reali possibilità di centrare l’obiettivo dichiarato.

Il nuovo Amazon Kindle DX

Il nuovo Amazon Kindle DX, in arrivo entro l'estate

Il Kindle di ultima generazione si presenta con un display e-ink da 9,7 pollici con risoluzione da 1200×824 pixel (e una scala di 16 toni di grigio) e consente di leggere file in formato DOC, HTML, TXT, RTF, JPEG, GIF, PNG, MP3 e file PDF in modo nativo (una novità rispetto al Kindle 2). Quotidiani e altri prodotti editoriali di grande formato saranno visualizzabili in modo più agevole delle versioni che lo hanno preceduto, anche grazie all’accelerometro (altra novità) che consente di orientare la visualizzazione di lettura. La sua memoria interna di 4 GB, di cui 3,3 disponibili, permette – a detta di Amazon – di avere a portata di mano “fino a 3.500 libri, periodici o documenti”. L’azienda sottolinea inoltre la presenza della funzione text-to-speech e il supporto alla connettività 3G “per permetterti di scaricare libri semplicemente dal tuo Kindle DX, sempre, ovunque: senza canoni mensili, senza contratti annuali, senza dover andare a caccia di hotspot WiFi” e offre l’accesso ad una biblioteca di oltre 275mila e-book, fra cui il catalogo dei best seller New York Times e altri libri venduti a 9,99 dollari, disponibili per il download “in meno di 60 secondi”.

L’abbonamento illimitato alla connettività 3G offerta dall’operatore Sprint (vincolata all’accesso al catalogo Amazon e non certo sfruttabile per l’improponibile scopo di utilizzare il Kindle come un telefonino) sembra dunque compreso nel costo degli e-book e nel prezzo di vendita del dispositivo, che è di 489 dollari.

È sufficiente lanciare sul mercato un e-reader con misure da maggiorato per iniettare linfa vitale in un settore da tempo in crisi come quello dei giornali? Secondo quanto ha scritto Saul Hansell su Bits (un blog appartenente al network del New York Times, che – è bene chiarirlo – è uno dei partner di Amazon nel progetto) il nocciolo della questione risiede nel fatto che Amazon ha introdotto una variante digitale al consolidato modello di business dell’editoria, proponendo al pubblico la stessa tipologia di prodotti usualmente disponibile su carta (giornali, altri periodici, libri) su un diverso supporto e con un diverso approccio alle problematiche di logistica e distribuzione.

<a target="_blank" rel="nofollow" href="http://nbtimes.it/goto/http://youtube.com/watch?v=nFzYssM17SI" >http://youtube.com/watch?v=nFzYssM17SI</a>

Si tratta di un concetto che attribuisce alla crisi della stampa quotidiana, e più in generale dell’editoria, una spiegazione di carattere prevalentemente economico, che però mal si accosta ai quasi 500 dollari richiesti da Amazon per un Kindle DX. Ed è forse per questo motivo che Boston Globe, Washington Post e New York Times lanciano una sorta di offerta promozionale basata su un modello di business mutuato dal mondo della telefonia mobile: ai lettori che sottoscriveranno un abbonamento “a lungo termine”, le tre testate venderanno il device ad un prezzo ridotto (o meglio, sovvenzionato). L’offerta sarà però formulata nelle sole zone “scoperte” dalla distribuzione dell’edizione cartacea dei tre giornali, nell’ambito di un pilot program che verrà condotto parallelamente ad un’analoga iniziativa sperimentale che coinvolgerà editori ed istituti universitari per i libri di testo.

Il prezzo d’acquisto, elevato per un dispositivo meno interattivo di uno smartphone o di un netbook (oltre alla consultazione di Wikipedia e di un dizionario online, di fatto consente solo acquisto, download e fruizione di contenuti poco multimediali) non è però l’unico elemento che potrebbe frenare il successo di pubblico del Kindle DX: anche gli e-book, sfiorando i 10 dollari, non hanno un costo propriamente irrisorio. Inoltre, il fatto che la distribuzione sia vincolata ad un walled garden su rete 3G stona non poco in un’era in cui la connettività ha molte sfaccettature tecnologiche, così come l’impossibilità di visualizzare immagini a colori non appare molto in sintonia con l’ormai ampia disponibilità di display a 16 milioni di colori per smartphone e netbook (volendo rimanere nell’ambito di dispositivi portatili, maneggevoli e dal costo inferiore).

Kindle, così come il nuovo e-reader a cui – secondo una fonte di The Daily Beast – starebbe lavorando anche la NewsCorp di Rupert Murdoch (il quale ha già dichiarato di non voler alimentare il lettore di Amazon), sembra dunque un’arma che l’editoria intende utilizzare per proporre un’alternativa al mercato della diffusione di notizie via web, a costo zero per gli utenti in quanto supportate da inserzioni pubblicitarie. Una rivoluzione per il mondo delle news? Difficile poterlo dire ora: a questa domanda risponderanno il mercato ed il tempo.

Dario Bonacina

Argomenti trattati:
, , , , , , , , , , , , , ,

1 punto2 punti3 punti4 punti5 punti (Nessuno)
Loading ... Loading ...

Invia questo articolo Invia questo articolo

Link nativo Link nativo

Indirizzo trackback Indirizzo trackback

Permalink Permalink

Feed RSS Home Feed RSS Home

Feed RSS Ultimissime Feed RSS Ultimissime

Feed RSS Commenti Feed RSS Commenti