Da USB a Ethernet, in un attimo: con DockStar di Seagate

Il DockStar di Seagate, visto di fronte
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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 17/09/2009
Commenti 1 commento

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Il retro del DockStar di Seagate
Il retro del DockStar di Seagate
Il lato sinistro del DockStar di Seagate
Il lato sinistro del DockStar di Seagate
L'hard disk FreeAgent Go di Seagate, versione Silver
L'hard disk FreeAgent Go di Seagate, versione Silver

Roma – Non importa se la rete di cui si dispone è WiFi o fisica: nel primo caso, basta che l’access point abbia una presa Ethernet. Ci si collega il DockStar di Seagate et voilà, qualsiasi hard disk, pennetta USB o altra memoria di massa USB diventa istantaneamente un NAS (Network Attached Storage).

Si tratta di un utilizzo licenziato, dunque perfettamente legittimo, delle funzionalità di Pogoplug, uno strumento che consente di creare una connessione tra il Web e la propria memoria di massa USB e che, grazie al servizio di Pogoplug stessa, diventa accessibile da Internet. Seagate ne ha utilizzato la licenza d’uso per fare una cosa molto simile, limitandosi però alla rete Ethernet “vista” dal DockStar. A meno che, dopo il primo anno di uso gratuito compreso nel prezzo, non si sia disposti a pagare 30 dollari l’anno, nel qual caso la memoria di massa – con tutte le protezioni del caso, beninteso – sarà resa accessibile ovunque via Internet.

L’apparecchio, molto compatto ed elegante, è dotato di interfaccia Web, non ha bisogno di alcuna installazione di software o driver e permette di specificare a quali ben precise cartelle gli altri possono avere accesso e a quali no. Se non bastasse, può pubblicare un feed RSS di ogni file, inviandolo automaticamente a vari siti di social networking, incluso Facebook, MySpace e Twitter.

Oppure, si può scaricare l’apposito plugin di Pogoplug e mappare il DockStar sotto una lettera di disco di Windows, in una cartella Mac o Linux, senza alcun problema. Come ciliegina, c’è un’applicazione gratuita per il melafonino, con cui iPhone e iPod Touch possono facilmente accedere ai file residenti sul disco.

Per chi vuole allo stesso tempo il massimo dell’eleganza, della funzionalità e della sinergia tecnologica, nulla di meglio che dotarsi dell’apposito disco FreeAgent Go: identico design e perfetta compatibilità, si appoggia sopra formando un tutt’uno ed è fatto, non occorre altro. Capacità? Da 160 GB a un Terabyte, c’è spazio per tutto e per tutti.

Dietro, alimentazione, presa Ethernet e due prese USB, mentre di lato un’altra presa USB. All’apparenza, non si evince da nessuna parte se la presa Ethernet sia a 100 Mbps o a 1 Gbps, ma leggendo le specifiche tecniche (PDF) risulta, alla fine del secondo paragrafo: “with Gigabit Ethernet connectivity”, con connettività Gigabit Ethernet. Dunque, nessun rallentamento rispetto ai 480 Mbps della USB 2.0.

Pesa 490 grammi, misura mm. 177,8 x 133,35 x 57,15; cavo Ethernet e alimentatore universale sono in dotazione. In futuro potrebbe essere previsto, attraverso un aggiornamento dell’attuale firmware, di rendere disponibili le cartelle dell’hard disk attraverso il protocollo SMB, ma al momento questa funzionalità non è ancora implementata.

Per avere un DockStar ci vogliono, inizialmente, 100 dollari che comprendono un anno di abbonamento a Pogoplug, trascorso il quale, come detto sopra, se si vuol continuare ad usufruire dei servigi di Pogoplug occorre scucire 30 dollari l’anno.

A quando una versione RAID?

Marco Valerio Principato

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  1. Agostino scrive:

    L’ ho comprato ma funziona solo con il sito pogoplug, penso che lorestituirò. Dovrebbe funzionare anche senza pogoplug ma così non è. Mi manca forse qualche passaggio ?