Un espresso? No, non un caffè: un espresso Book. Da Google

La Expresso Book Machine, progettata da OnDemand Books e alimentata con Book Search di Google
Roma – Nonostante le polemiche in corso, tutt’altro che sopite, Google ha ingranato la marcia ed è partito. Non con tutto, con tutto ancora non si può, ma almeno con un espresso. Così il gigante di Mountain View ha battezzato il nuovo servizio grazie al quale, in poco più del tempo di un vero caffè espresso, due milioni di vecchi libri sono istantaneamente stampabili e ottenibili in forma cartacea tradizionale: questa è Espresso Book Machine.
Una… stampante un pò particolare, meccanicamente piuttosto complessa (la si può osservare in funzione nel filmato di lato) che, a fronte di un tempo di attesa variabile tra i cinque e i dieci minuti, è in grado di sfornare un libro vero, tangibile, in carne ed ossa, anzi, in carta e inchiostro. Con tanto di copertina a colori paperback, dunque niente libri rilegati con brossura. Ma per un libro fuori copyright, ovvero pubblicato prima del 1923, va benissimo e gli appassionati tattili del libro esulteranno.
La macchina costa 75mila dollari e può essere acquistata da librerie, università e ogni altra entità legittimamente interessata. Il prezzo suggerito per un libro così stampato è di circa 8 dollari, di cui 1 dollaro va a Google e 1 dollaro va a OnDemand Books, produttrice della macchina. Google, però, stando a quanto racconta Associated Press, devolve quel dollaro in beneficenza.
La biblioteca alle spalle, stampabile, è piuttosto vasta: due milioni tondi tondi di volumi. E Brandon Badger, product manager di quest’idea, è entusiasta: “Abbiamo creato Google Books pensando che chiunque, dovunque e in qualsiasi momento debba avere gli strumenti necessari per esplorare i grandi capolavori della storia e della cultura”, scrive Badger sul blog. “Leggere libri in formato digitale può essere anche un’esperienza godibile, ma comprendiamo che ci sono momenti in cui i lettori desiderano una copia fisica di un libro”.
OnDemand Books, comunque, offre la macchina anche in affitto. E gli accordi internazionali che Google ha in itinere, Italia compresa, dovrebbero consentire al gigante di Mountain View di proseguire su questa strada.














