Sunshine, l’App per le previsioni del tempo collaborative

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 12/03/2015
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Esistono infinite App in grado di fornire le previsioni del tempo. Ma Sunshine vuole aggiungere del valore: quello dei dati forniti dai barometri degli ultimi smartphone e quelli «locali», forniti direttamente dagli utenti.

Tra breve uscirà una nuova App, inizialmente solo per iPhone, in grado di fornire delle previsioni del tempo con una marcia in più: saranno “collaborative”.

L’App in questione, battezzata Sunshine, si avvale dei dati delle previsioni ottenuti dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ma a questo aggiunge un dato che gli smartphone più nuovi sono in grado di fornire: la pressione atmosferica.

Gli ultimi iPhone e alcuni dei più recenti device Android dispongono di barometro digitale. Questo è normalmente impiegato per stabilire la quota rispetto al livello del mare durante la navigazione guidata, ma può essere utilizzato anche da altre App.

Inoltre l’App si avvarrà anche della collaborazione dei propri utenti, attraverso cui potrà riferire di eventi improvvisi quali banchi di nebbia, spiega a Technology Review Katerina Stroponiati, confondatrice dell’azienda.

Per il momento l’App è in test privato su 250 utenti, che negli Stati Uniti la stanno impiegando nella Bay Area, a New York e Dallas. Il team pensa di rilasciarla per fine mese su iPhone: l’App sarà gratuita ma, forse, alcune prestazioni particolari saranno a pagamento.

Naturalmente più utenti la impiegheranno, più sarà precisa, almeno per quanto concerne i dati forniti dai relativi smartphone. L’idea che l’azienda accarezza è quella di produrre un’App efficace proprio in zone come San Francisco, sua sede, dove le condizioni del tempo possono essere sensibilmente diverse anche a distanza di soli due o tre isolati.

La sfida non è da poco: esistono altre App (come PressureNet e WeatherSignal) che si avvalgono di dati forniti dagli utenti e questo consente di avere ottime statistiche ma, avverte Cliff Mass, docente di scienze atmosferiche dell’Università di Washington, fare previsioni è tutt’altra cosa. Quegli stessi dati vanno infatti inseriti nel modello matematico di previsione, perché utilizzarli così come sono non servirebbe a gran che.

L’azienda produttrice dell’App non ha esperti meteorologi in squadra, ma pensa di assumerne qualcuno.


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