Opera Mini per Android, ridisegnato

I due Opera Mobile, normale e mini, su Google Play.
I due Opera Mobile, normale e mini, su Google Play.
La Redazione
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Pubblicato il: 15/04/2015
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Opera ha rilasciato una nuova versione di Opera Mini per Android, che si affianca alla versione mobile standard. Dice di far risparmiare dati  fino al 10 per cento.

Roma – Opera Mini, il fratellino minore della versione standard del browser Opera Mobile, è stato appena sottoposto a un makeover: il nuovo design, molto simile a quello del fratello maggiore, secondo l’azienda ha lo scopo di fornire un look più “nativo”.

Qualora ci si dovesse chiedere perché Opera ha rilasciato due versioni diverse dello stesso browser mobile, ci si consoli: sono in molti a chiederselo. La differenza sostanziale è questa: Opera Mini svolge sempre un’attività di “risparmio dati” che consiste nella compressione (molto “aggressiva”) in tempo reale dei dati e nella rimozione di elementi giudicati “non essenziali”.

Nella maggior parte dei casi Opera Mini riesce a farlo senza alcun effetto collaterale sgradevole. I siti, tuttavia, potranno apparire meno dettagliati, magari non con gli stessi font con i quali vorrebbero invece essere visualizzati, o con qualche funzione “menomata”. La ragione risiede nel fatto che Opera Mini procede a far navigare attraverso un proprio proxy, il quale si incarica, tra l’altro, di ridurre la dimensione delle immagini (il che porta a un’inevitabile riduzione della loro qualità) ed evita per quanto possibile di far impiegare font personali, così da ridurre il più possibile il consumo di banda e l’attesa per il caricamento.

Ciò non accade con la versione standard di Opera Mobile, benché questo disponga di una caratteristica simile, attivabile con la funzione “turbo” e leggermente più conservativa nei risultati finali di visualizzazione.

Se chi legge fosse dotato di un dispositivo iOS, sappia che Opera dispone, per quel sistema operativo, solo della versione Mini e di una versione sperimentale chiamata Coast, ma non del browser standard.

Secondo l’azienda Opera Mini riesce a ridurre la quantità di byte richiesti per visualizzare di circa il dieci per cento. Nell’uso – che qui abbiamo provato su un tablet Samsung – ci è stata segnalata una riduzione del traffico di navigazione pari all’80 per cento, molto probabilmente in funzione del tipo di pagine che sono state visitate.

Nella nuova versione per Android c’è anche un nuovo quadro riassuntivo per i segnalibri, è supportato il browsing privato ed è possibile personalizzare il layout secondo ciò che Opera indica come una «navigazione più thumb-friendly» (più amica delle dita, riferito all’impiego su interfaccia touch, il che si traduce in tre preimpostazioni diverse). C’è, infine, il discover feed (in italiano “articoli più rilevanti”), nel quale sono riportati gli articoli più letti in tutto il mondo.

Secondo l’AD di Opera Lars Boilesen l’idea è di portare il reach di Opera su Android a 275 milioni di utenti entro il 2017, dagli attuali 130 milioni. Un obiettivo piuttosto ardito, specie tenendo presente la strenua concorrenza di Chrome che ha anch’esso aggiunto simili funzioni per risparmiare sulla quota dati.


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