Moblin V2 Beta mira ai netbook
Roma – Alcuni giorni fa Intel ha ricevuto uno dei più sonori ceffoni della storia sotto forma di multa, ma questo non gli ha impedito di andare avanti, a quanto sembra: ha infatti rilasciato un nuovo microprocessore della famiglia Atom ed un sistema operativo specificamente concepito per il mercato emergente dei netbook.
Pineview, questo il nome della nuova CPU, su di quell’unico pezzettino di silicio ospita anche memoria e controller grafico: la tecnologia si chiama Pine Trail ed ha dato il nome alla linea. Dovrebbe essere immessa sul mercato alla fine del 2009.
Assieme al cervello, dunque, non poteva mancare il sistema operativo: ed ecco spuntare la versione 2 Beta di Moblin, un Linux dedicato proprio a quella CPU, naturalmente Open Source. Molti sostengono che non può comunque competere né con Windows XP né con alcune altre distribuzioni Linux, che già sarebbero in certo qual modo padrone di quel mercato.
La piattaforma Pineview è basata soltanto su due chip e non tre come è stato finora. Ciò ridurrà i costi di produzione e, di conseguenza, del prodotto finito. Anche i consumi ne beneficeranno e anche se la piattaforma già presenta una scheda grafica integrata, gli utenti potranno comunque decidere di impiegarne un’altra compatibile, come ad esempio la nVIDIA.
Dunque, Moblin di Intel è previsto possa influire sul prezzo finale dei netbook, ma ciò non gli impedisce di esibire una nuova interfaccia utente chiamata M-Zone (My Zone, la mia zona), che arriva già completa di client di posta elettronica, IM (Instant Messaging), programmi per le reti sociali e un riproduttore multimediale.
Ad oggi Moblin è usato da un segmento molto ristretto di clientela netbook: in tutto, Linux occupa solo il 4.5 per cento del mercato netbook. Ciò significa che per Moblin sopravvivere e penetrare il mercato sarà una sfida durissima. Ma secondo Intel, c’è un gadget che attirerà moltissimo gli OEM, ed è la possibilità di aggiungere il proprio marchio, il proprio tema, l’aspetto e i comandi che preferiscono. Caratteristiche, in verità, implementabili su qualunque distro, ma è pure vero che gli OEM in genere apprezzano molto strumenti di customizzazione tarati appositamente per lo scopo e facili da usare.
Chi ha un netbook, dunque, potrebbe essere preso dalla curiosità: basta collegarsi con la pagina di download, c’è ogni ben di Dio per provarlo. Per saperne di più, invece, c’è il sito dedicato al progetto, nato sotto l’egida della Linux Foundation.





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