Chrome per Mac e Linux, qualcosa si muove

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 08/06/2009
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Roma – Stanno lavorando sodo su Chromium, la nuova build che riguarda la prossima uscita di Chrome per Macper Linux. Le due versioni esistono e stanno funzionando, ma gli sviluppatori avvertono utilizzando caratteri maiuscoli, che secondo la netiquette equivalgono a urlare: “NON LI SCARICATE!”.

Certo, è un pò come mettere un cartello sotto ad un pulsante con la scritta rossa “NON PREMERE IL PULSANTE”: è indubbio che più di qualcuno lo farà. Ma chi lo farà deve essere consapevole, come già anticipato, che non si tratta ancora di versioni utilizzabili con piena tranquillità: sono da considerarsi come minimo incomplete.

Chrome installato su Ubuntu (sopra) e su Mac (sotto)

Chrome installato su Ubuntu (sopra) e su Mac (sotto) ripresi da PCMag

Quanto incomplete? Molto. Chi pensa di fare un giretto su YouTube, per esempio, resterà col cerino acceso in mano: niente Flash, dunque niente filmati. Chi volesse immortalare su stampante, non perda tempo: la voce di menù per stampare ancora non c’è.

Non c’è spazio neanche per la privacy: ancora non esiste la benché minima ombra delle impostazioni sulla privacy, come non esiste alcuna possibilità di cambiare il motore di ricerca di default.

Ciò premesso e presa consapevolezza dei limiti, si può anche premere il famoso pulsante, magari accertandosi di scaricare dalle fonti ufficiali e mai da siti che offrono link a proprie aree di memorizzazione: non si sa mai.

Tra i primi a premere il pulsante c’è stata Information Week: ne scrive Mitch Wagner, che da buon utente Mac freme per vedere Chrome sul suo computer. “Ho provato Chrome per Windows quando è arrivato circa otto mesi fa e me ne sono innamorato – scrive – ma sono un utente Mac e Chrome è solo per Windows”.

Wagner infatti sostiene che Safari ha i suoi problemi, Firefox inizia a diventare un tantino obeso e il tempo per provare Opera o Camino non c’è stato. La prova, dunque, è stata fatta ed anche Information Week giunge alla conclusione di un ottimo, eccellente apertivo, ma nulla a che vedere con un pasto completo.

PCMag.com, invece, oltre alla versione per Mac ha provato anche quella per Linux. Gli effetti sono praticamente gli stessi e il livello di maturazione anche. Per installarlo, racconta la rivista, occorre avere almeno Ubuntu 8.04, Debian 5 o successive: le versioni per le altre distribuzioni sono in programma.

Chrome aggiunge il Google Repository al sistema, il che lo manterrà aggiornato a meno di non installarlo facendo ricorso ad appositi comandi in fase di installazione.

Anche BoyGeniusReport, il blog che spesso regala primizie sul mondo Apple, conferma le voci generali: esiste, funziona ma lungi dall’essere qualcosa di veramente usabile.

A giudicare dai link per scaricare (citati all’inizio), la versione per Mac sembrerebbe forse qualche centimetro più avanti, essendo un kit d’installazione vero e proprio, mentre quella per Linux è un download diretto dal dev channel.

Dunque, le promesse ci sono ma non si può che concludere ancora con un bel «lavori in corso». Chi se la sente ed ha il tempo di farlo, dedichi pure al nascituro le proprie attenzioni e, soprattutto, cerchi di rendersi utile riportando diligentemente errori e problemi: farà senz’altro cosa utile.

Marco Valerio Principato

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