iPhone, una app per fotografare meglio

Dario Bonacina
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Pubblicato il: 02/02/2011
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Per 99 centesimi di dollaro è possibile acquistare una app che permette di ottenere immagini di qualità superiore dalla fotocamera del melafonino, grazie alle tecniche di fotografia computazionale

Milano – Per usabilità e immediatezza, le fotocamere che equipaggiano i cellulari hanno da tempo superato le mitiche macchine fotografiche istantanee. Naturalmente anche l’iPhone ne è dotato, ma a qualche utente le sue caratteristiche fotografiche potrebbero andare strette, per via di prestazioni piuttosto limitate. Per venire incontro ai più esigenti ora c’è una app in grado di trasformare la fotocamerina del melafonino in un apparecchio molto più performante: SynthCam.

Nell’era digitale, le pellicole autosviluppanti Polaroid sono ormai un lontano ricordo. L’azienda americana da qualche anno ha cambiato rotta (puntando alla tecnologia Zink e nominando Lady Gaga come creative director) e lasciato l‘istantaneità di massa a cellulari e smartphone. Nella maggior parte dei casi, per la fotocamera in dotazione a questi apparecchi non esistono margini di miglioramento, ma quella dello smartphone di casa Apple può dare molto di più di quanto offra nella configurazione di fabbrica.

SynthCam, la nuova app per iPhone che consente di ottenere immagini simili a quelle scattate con fotocamere di alta qualità. Credits: Marc Levoy/technologyreview.com

Se ne è reso conto Marc Levoy, docente presso l’Università di Stanford, che ha sviluppato un’applicazione in grado di far scattare all’iPhone fotografie di qualità superiore, degne di un apparecchio fotografico di più alte prestazioni. SynthCam, attraverso una funzione di “diaframma elettronico”, aumenta la luminosità percepita dal sensore e consente di ottenere fotografie con primi piani (a fuoco) e secondi piani (sfocati) più luce ricreando immagini più luminose.

L’utente non deve fare altro che porsi di fronte al soggetto da immortalare, impostare la messa a fuoco sul display e – anziché mantenere una posizione immobile – muovere l’iphone tracciando un piccolo cerchio intorno al soggetto da fotogtafare per circa dieci secondi. L’app, mentre scatta una serie di fotografie, “identifica” il soggetto e ne rintraccia l’immagine all’interno di ogni fotogramma, per poi riallineare tutte le immagini componendo un’unica fotografia, che mostrerà un soggetto a fuoco e uno sfondo sfocato. Eventuali oggetti in movimento sullo sfondo saranno rimossi.

Il risultato ottenuto con SynthCam è il frutto delle ricerche condotte da Levoy sulla fotografia computazionale (che qualcuno già chiama fotografia 2.0), che prevede l’impiego di software per migliorare prestazioni e potenzialità delle fotocamere digitali, nonché la qualità delle fotografie. Applicare questi concetti agli smartphone può consentire di raggiungere risultati migliori, data la potenza di elaborazione nettamente superiore a quella dell’elettronica di una macchina fotografica.

Levoy, si legge su Technology Review, spiega di aver sviluppato l’applicazione – disponibile su App Store per 99 centesimi di dollaro – per mostrare agli utenti le potenzialità delle fotocamere per cellulari e prevede un’esplosione di applicazioni simili nell’arco dei prossimi cinque anni, augurandosi di aver aperto una strada utile a molte altre persone.

Nel video a seguire, il funzionamento di SynthCam spiegato da Marc Levoy.

Dario Bonacina


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