Agcom? Inamovibile, ma la Rete è in agitazione. Almeno sembra

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 28/06/2011
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Nulla si muove, nulla cambia. Tutto come previsto, il Governo va avanti. Non è Silvio Berlusconi che parla, no: è Agcom. Che nonostante i segnali della Rete, continua imperterrita. 8 giorni al 6 luglio

Non c’è verso. Quando l’amico Avvocato Fulvio Sarzana di S. Ippolito – uno degli estensori del Libro Bianco, è stato a colloquio con Agcom, la risposta è stata inequivocabile: si va avanti per la strada tracciata. In certo qual modo, sembra di sentir parlare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che nonostante ripetuti deragliamenti del Governo ha sempre la medesima risposta: “il Governo va avanti”. L’Italia di Internet, invece, fa dieci (come minimo) passi indietro.

Il 6 luglio ci mette pochissimo ad arrivare, è mercoledì della prossima settimana: è in quella data che scatteranno le manette digitali, le prime in assoluto a poter scattare in totale autonomia, senza che alcun giudice autorizzi a farlo. E i casi pratici, che Sarzana ha successivamente esemplificato, non sono di fantasia: sono casi reali, nei quali ciascuno, dal 6 luglio in poi, può trovarsi. Incluso questo sito, naturalmente.

Non solo Agcom non ha minimamente pensato di fornire alcuna risposta, neppure vaga, ai pur insidiosi questiti posti dall’Avv. Sarzana; non solo la presentazione del Libro Bianco ha fatto sentire autorizzati Antonio Martuscello e Stefano Mannoni, commissari Agcom, a rivolgersi in maniera a dir poco indelicata agli estensori di quel volume, che era solo una ricerca di democratico e pacifico confronto; non solo Nicola D’Angelo, (ex) commissario Agcom si ritrova spodestato dal suo incarico perché personaggio scomodo, in un’Autorità che si permette anche il lusso di fare scioperi della fame con gli stipendi che percepisce il suo personale, vergognosamente alti rispetto al resto della Pubblica Amministrazione; ora tocca anche sorbirsi il pistolotto da parte di Richard M. Stallman, intervenuto all’Hackmeeting di Firenze, il quale non ha avuto esitazione alcuna nell’affermare che “La nuova legge bavaglio (la delibera Agcom sul copyright, ndr) in Italia dovrebbe essere cancellata subito. È contro i diritti umani”, per poi aggiungere, sarcastico: “Potremmo chiedere a degli amici cinesi di prestarci un proxy server per aggirare la censura in Italia”.

Anche la presa per i fondelli, dobbiamo sopportarci. Il guaio è che ci sta come il cacio sui maccheroni, non c’è modo alcuno per difendersi, ce la meritiamo e basta, lasciando fare ce la stiamo comprando a peso d’oro.

Eppure quando c’è stato il colloquio con Calabrò (presidente Agcom), al gruppo di astanti un funzionario dell’Autorità ha confessato: “Ma è possibile che qui sotto vengano a protestare per ogni stronzata e ora, che stanno per portare una censura infernale in Italia non c’è un cane che venga a dire qualcosa?”.

La Rete sta dicendo qualcosa. E non da ora. Sono giorni e giorni che sta dicendo qualcosa. Sono giorni e giorni che si ripresenta la “dinamica Gramellini”, ossia leggi, gli occhi vanno da sinistra a destra, a capo, da sinistra a destra, a capo, come palline da ping pong, mentre nel cervello continui a ripeterti: “non può essere, non può essere”.

Invece si che può essere. Perché, come già si è avuto altre volte modo di sottolineare su queste pagine, non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire. E Agcom non vuol sentire affatto, anzi, si è procurata due magnifici tappi per le orecchie, di quelli alla cera, che otturano completamente.

Tra i pochi che sta tentando di svegliare il prossimo c’è Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale. Che continua a sottolineare l’opportunità di essere forti, coesi, decisi e determinati e qualcosa per muoversi l’ha organizzato. Non sembra più il caso di opporre ragioni futili come il colore politico, qua la faccenda è troppo seria per scherzarci sopra e perdere tempo a dirsi l’un l’altro “rosso” o “nero”.

Lo si era già ricordato qualche giorno fa: se si lascia fare, la gente si stancherà, volterà le spalle alla Rete, alla fibra, a Calabrò, ad Agcom, alle censure e a tutti gli accessori in corso di invenzione e già esistenti. Non si pensa neppure minimamente – solo per dirne alcune – ai disastrosi effetti sull’indotto, sui posti di lavoro promessi dalla realizzazione delle reti NGN (delle quali non fregherà più nulla a nessuno), ai siti che per una sciocchezza neppure dimostrata chiuderanno e ai relativi hosting provider che vedranno calare i profitti, alle disdette ADSL che inizieranno a fioccare, agli smartphone, tablet e computer in meno che si venderanno, alla minor circolazione di denaro nei circuiti pubblicitari come AdSense (e di conseguenza sui relativi utenti) e, ultimo ma non meno importante, alla figuraccia mondiale che ci si appresta a fare?

Evidentemente no. Con i due spessi tappi alle orecchie, con il tacito consenso della compagine politica, l’appoggio delle solite TV, la non negazione delle multinazionali dei contenuti multimediali e i beoti italiani che continuano a comprar benzina anche se la si fa pagare 2 euro al litro mentre il barile di petrolio fosse di nuovo sceso, evidentemente sono tutti sordi e l’essere agitati è solo una chiacchiera, non un fatto.

Vuol dire che va bene così. Andate, andate pure avanti. Vorrà dire che anche chi scrive, in caso di pericolo imminente, oltre a mettersi in ferie permanenti dal proprio rapporto di lavoro con la P.A. (cosa che è ormai fatta), si metterà in ferie permanenti anche come responsabile di questo sito. A pagare saranno AdSense e l’hosting provider, oltre, naturalmente, a coloro che lo seguono, visto che non si tratta di una “attività produttiva” bensì di una realtà appena in grado di autosostentarsi.

Non resta che sperare, per l’ennesima volta, si tratti solo di un brutto sogno.

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2062 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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