Alan Turing, omaggio al papà del computer
Prof. Vito Michele Abrusci, Logica - Lezioni di I livello - Ed. CEDAM - L'inizio del capitolo 8
23 giugno 2012, il centenario di Alan Turing. Quell’uomo grazie al quale il computer e tutto ciò che contiene una CPU è realtà. Era davvero così importante che fosse omosessuale?
Non posso nascondere un po’ d’emozione nel ricordare Alan Turing. E non devo essere il solo, se tra i tanti Doodle che abbiamo visto circolare sinora, oggi su Google c’è quello dedicato proprio a lui. Alan Turing è a tutti gli effetti il padre, cioè colui che ha concepito la base scientifica, per quell’oggetto che state usando in questo momento, il computer, e grazie al quale state leggendo sul Web questa pagina. Certamente non è il solo scienziato ad aver contribuito in maniera significativa allo sviluppo delle Scienze dell’Informazione – come non ricordare il papà del TCP/IP, il papà del Web, il CERN e tanti altri? Praticamente impossibile – ma, metaforicamente parlando, Turing è stato quel muratore brillante che per primo ha posto le fondamenta: senza di esse, non vi sarebbero stati né TCP/IP, né Web, né Smartphone, nulla di tutto ciò.
Turing era omosessuale. Un torto, per l’epoca. Una devianza che non gli sarà mai perdonata dalla sua madrepatria, mai, neppure oggi: neanche di fronte a un’istanza che, in tempi moderni, avrebbe tutti i requisiti per essere accolta. Lo racconta accoratamente Pino Bruno sul suo blog (nota 1): “Un reato, allora, in Gran Bretagna. Fu arrestato nel 1952 e castrato chimicamente. Due anni dopo si tolse la vita con il cianuro. Un vero e proprio delitto di Stato, e lo Stato britannico non vuole emendarsi. La petizione, infatti, è stata respinta dal ministro alla Giustizia, Lord McNally”. Aveva solo 41 anni. Agghiacciante. E ancor più agghiacciante la risposta di Lord McNally: “Una grazia postuma non è stata ritenuta opportuna poiché Alan Turing è stato condannato per ciò che a quel tempo era un reato”. Quasi a volerne misconoscere il valore, sporcato e offuscato da cotanto reato.
Eppure, come potete osservare dall’immagine in testa, Turing si è ritagliato spazio ovunque. Quell’immagine è la fotografia del capitolo 8 del volume “Logica, lezioni di I livello”, scritto dal Prof. Vito Michele Abrusci dell’Università Roma Tre e testo ufficiale del corso di Logica e Comunicazione, sul quale ho avuto il piacere di (ri)studiare quel tema. E sul quale confesso di aver peccato di presunzione o, almeno, di superficiale negligenza: quando ho sostenuto l’esame di Logica al I anno del corso di Scienze della Comunicazione, ho eseguito bene in brutta copia l’esercizio sulla macchina di Turing richiesto dal docente, ho trascritto sul foglio d’esame ma, negligentemente, ho trascritto male e non ho riletto. A quell’esame ho ricevuto comunque un bel trenta che, però, se avessi riletto, forse mi avrebbe fatto avere anche la lode. Considero quell’episodio un messaggio di Alan Turing. Come avesse voluto dirmi: “Modestia, ragazzo, modestia. Non essere troppo sicuro di te solo perché hai giocherellato con le mie idee negli ultimi 30 anni della tua vita: da imparare c’è sempre”.
Eppure le notizie in circolazione in queste ore (nota 2), volte a dare omaggio a una mente così brillante, testimoniano come le diverse etiche abbiano di fatto scalzato – che alla Gran Bretagna vada giù il boccone o meno – quell’etica stantia e immutabile (apparentemente) nel tempo come quella che ha motivato la risposta di Lord McNally. Anche Nietzsche sosteneva che “neppure per l’etica è etico essere nazista”, diamine. Forse la Gran Bretagna avrebbe dovuto mettere via un po’ prima il suo orgoglio, dovevano arrivarci un po’ prima ad abbassare le penne e ricordare che qualsiasi dannatissima CPU degna di questo nome ha al suo interno, scolpito su un’immutabile lastra virtuale di silicio, il nome “Alan Turing”, altro che omofobia.
Per fortuna, le iniziative volte a dar lustro al “pionierismo”, per così dire, di Alan Turing, non mancano. Come racconta Il Sole 24 Ore (nota 3), sia in Italia che all’estero vi sono diverse iniziative che, in occasione del suo centenario, ricordano i cento anni di informatica da lui resi possibili.
Ricordiamocelo, dunque: ogni volta che accendiamo lo Smartphone o il computer, che utilizziamo il forno a microonde o la PlayStation, che assistiamo a programmi TV, che preleviamo contanti da uno sportello Bancomat, che guidiamo l’auto o lo scooter – l’elenco potrebbe continuare – dentro a ciascuna di quelle realtà ci sono le fondamenta gettate da Alan Turing. La sua omosessualità era un fatto del tutto marginale, incidentale e privo di rilevanza, di fronte a tutto il resto. In fondo, erano fatti suoi, non è certo quello che gli ha impedito di regalare al mondo ciò che aveva concepito: un’autentica svolta epocale.
Marco Valerio Principato
Note:
- Pino Bruno, Alan Turing era gay e non può essere perdonato
- Ansa, I 100 anni di Alan Turing, padre dell’informatica
- Il Sole 24 Ore, Convegni, mostre, perfomance artistiche. Come il mondo celebra Alan Turing





































Complimenti per l’articolo e le precisazioni storiche !
Non ci sono commenti, per chi è per l’omofobia !
Premesso che (non è ne un vanto ne altro secondo fine) io sia eterosessuale, non capisco, anzi, capisco sempre meno chi ha remore in merito ai “gusti” sessuali altrui.
Sono problemi (si fa per dire) suoi, non ho niente contro gli omosessuali e mai ne avrò, se avessi bisogno di un dentista o di un medico non guarderei certo delle sue preferenze sessuali ma della sua “competenza”…quello si !!
Ciao
Omaggi ad un genio quale era Alan Turing..
L’unica cosa che non capisco dell’articolo è la falsa citazione di Nietzsche morto oltre 30 anni prima della nascita del nazionalsocialismo..Forse però non ho colto un’ironia nascosta!
L’ignoranza è terribile ed esserlo una condanna. Allora fu un delitto condannare questo genio al suicidio, ma oggi lo è ancora di più. Ogni volta che McNally ripete le sue farneticazioni è come se lo uccidesse ancora e ancora. Per fortuna ci sono persone come Lei che ne onorano la memoria e gli rendono merito. Grazie.
Se la stupidità umana fosse oro molti sarebbero o affogherebbero in esso.
Un uomo non si giudica per la sua indole sessuale ma perla sua mente e genialità.
L’oscurantismo sia morale che religioso fà le sue vittime come se la cosa fosse la più logica per quei tempi.
Credo che riconoscere una genialità sia la cosa più logica ed umana e quei paffuti giudici inglesi si nascondino e chiedino perdono per la loro ottusa superficialità di condannare non un maniaco sessuale ma solo un omosessuale che di male non ne ha fatto a nesuuno, ma che loro invece con leggi tribali hanno condannato un genio
Grazie Mario.
Saluti
Bravissimo Marco Valerio Principato. Un eccellente e sintetico articolo dedicato ad un autentico genio umano. Complimenti.
Grazie, Mirko. E’ esattamente quel che sento nei confronti di quell’uomo, al quale le accuse hanno di fatto scucito un baffo… I fatti sono quelli che contano, e – se ci si pensa – è del tutto impossibile negare… maneggiamo il frutto della sua mente tutti i santi giorni.
Saluti
proprio un bell’articolo, grazie