Nuovi impieghi di Facebook

Brividino, eh? Anni '80 del '900!
Brividino, eh? Anni '80 del '900!
Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 07/01/2015
Commenti Commenta | Permalink

Il mondo dei rapporti interpersonali, bisogna riconoscerlo, è definitivamente cambiato. In parte «grazie», in parte «a causa» di Facebook. Qualcosa di buono c’è.

Il mondo della comunicazione – l’ho imparato sui banchi dell’Università in questi ultimi tre anni – è in continua evoluzione. Ci sono teorie sempre valide e teorie da rivedere continuamente, perché si allineano ai tempi. Questo concetto a mio avviso si applica in modo particolare a Facebook, del quale da qualche tempo a questa parte sto facendo un uso abbastanza diverso da quello che, forse, aveva immaginato Mark Zuckerberg. E non credo di essere il solo.

Se devo essere sincero, la “bacheca” mi ha stancato un po’. Sempre la solita solfa, specie quando si hanno molti “amici” e si seguono diverse pagine, per di più con uno staff che smanetta continuamente sull’algoritmo di scelta dei post da sospingere maggiormente per la visione. Avevo già esternato una certa stanchezza, spiegando di cominciare a far uso delle liste personalizzate, a “obbligare” il portale a visualizzare i post più recenti e non i “principali” e via discorrendo.

Risultato: ogni tanto scorro e gli do un’occhiata, ma passo via presto: alla fine stanca. Invece, ho “scoperto” – si fa per dire – i gruppi. Una funzionalità che è stata ed è ancora utile per mantenermi in contatto con i miei colleghi di corso universitario in gruppi specificamente creati e che adesso ho iniziato a usare in maniera più frequente e proficua.

Per dirne un paio legate all’informatica: io sono un appassionato della “vecchia” informatica, quella dei tempi del PC IBM, dell’Atari 500, dell’Amiga di Commodore, del C64, C128 e 128D, dello Sharp MZ-700, del Sinclair QL, eccetera. Bene, mi sono iscritto a un gruppo chiamato Museo dell’Informatica Funzionante (gruppo aperto, da cui è tratto lo screenshot in apertura). Lo trovo interessantissimo perché è un “museo” ma si riferisce ad apparecchiature perfettamente funzionanti. Poi mi sono iscritto al gruppo RetroComputer Club Italia (gruppo chiuso), dove fioccano le foto di quei vecchi computer che, solo a vederli, mi fanno… tornare giovane.

Un altro settore che mi appassiona è l’attività radioamatoriale: mi sono sorpreso spesso a scorrere su eBay le foto dei vecchi ricetrasmettitori per radioamatori, che hanno per me un fascino ineguagliabile (e non è cosa nuova: chi segue questo sito ricorderà il primissimo editoriale del 1 settembre 2008, su quel tema).

Ed eccomi così iscritto al gruppo (pubblico) Vintage CB Radio. «Ma come», dirà qualcuno, «sei radioamatore e ti iscrivi a un gruppo di radio CB (CB = Citizen’s Band, Banda Cittadina, meglio conosciuta come i “27 Megahertz”, dove non è necessario avere una patente e una licenza per operare, ndB)?». Certo che si. Un vero radioamatore “ama” la radio e basta, non “esclude” coloro i quali hanno fatto semplicemente una scelta diversa in tema di autorizzazioni, esami, bande.

Altra grande e vecchia passione è l’elettronica e l’autocostruzione. Ed eccomi così iscritto al gruppo (chiuso) Radioamatori autocostruttori, smanettoni ed appassionati in elettronica, dove si concentrano coloro che condividono la stessa passione.

Di gruppi ne esistono un’infinità, senz’altro ognuno può cercare quelli di proprio interesse e iscriversi, per sola curiosità, per contribuire attivamente, come si desidera: basta avere l’accortezza di leggersi le indicazioni degli amministratori, onde non compiere attività non “condivise” da chi li gestisce.

Cos’è cambiato, dunque? Che vecchie istituzioni come le “sezioni” delle associazioni Radioamatori ormai sono in decadenza: non ce ne è più bisogno, ci si confronta e si comunica mediante i gruppi su Facebook i quali, peraltro, stanno ormai prendendo stabilmente il posto dei vecchi Forum, più “statici” e meno interattivi.

Un po’ lo stesso discorso per le “sezioni” dei partiti politici, forse tra le prime realtà che hanno avvertito – grazie anche al martellamento mediatico di Beppe Grillo & company – il decadere della realtà “sezione” e hanno assistito alla sua trasmigrazione in una qualche forma di realtà digitale e virtuale.

Naturalmente Mark Zuckerberg approfitta anche di questo, tranquilli. Da quando sono iscritto a questi gruppi, le pubblicità interne di Facebook si sono immediatamente adeguate e “propongono” di conseguenza. Ma ormai, di questo, non c’è da meravigliarsi e lo sappiamo tutti. Purché non sconfini troppo in aree private.

Almeno di questo, e nonostante un certo grado di invasività (sempre controllata da parte mia), devo in certo qual modo “ringraziare” Facebook. Tutto sommato mi permette di far cose che, forse, in prima persona non farei.

Marco Valerio Principato

COMMENTI (FACEBOOK)

Marco Valerio Principato (2078 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


Abbiamo parlato di:
, , ,

Commenti (locali)




Nota: La moderazione in uso potrebbe ritardare la pubblicazione del commento. Non è necessario reinviarlo.

*