«Rapporto» su alcuni cambiamenti di questo sito

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 10/04/2015
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Una carrellata delle «pulizie di Pasqua» effettuate sul sito, con relative spiegazioni, suddivise per paragrafi intestati, al fine di facilitare la lettura. Pareri graditi, naturalmente, anche criticissimi, purché costruttivi: restiamo civili quali siamo.

Come accade periodicamente, quale titolare di questo sito debbo anche indossare il cappellino da tecnico. E di cappellini da tecnico ne ho più d’uno: quello da sistemista, da social media integrator e manager, da webmaster, programmatore PHP, eccetera, bisogna… adattarsi. Ecco costa è stato fatto stavolta, con l’intenzione di rendere il sito sempre più fruibile.

Funzioni poco usate

Per prima cosa si è proceduto a rimuovere, dall’area a fine articolo, il blocco con scritto “Sezione in lettura”: era assai poco utilizzato. L’idea è stata di sostituirlo con dei pulsanti più moderni, dislocati sui margini a destra e sinistra della pagina, scegliendo due icone a foggia di freccia che facciano capire, appunto, iconicamente a cosa servono. Ci sono anche sull’interfaccia mobile, ma sono semitrasparenti e non dovrebbero dare fastidio.

Pulsanti social e di servizio

Nel box verticale presente sulla destra dell’area testo degli articoli abbiamo  sostituito i pulsanti “locali” con quelli gestiti dai relativi servizi: il pulsante di Facebook, quello di Twitter, di Google Plus e di LinkedIn, dotati del rispettivo conteggio che piace, piace tanto. Quelli locali, pur senza conteggio, svolgevano la medesima funzione ed avevano invasività pari a zero, ma a quanto pare alle persone questo non interessa.

Abbiamo tra l’altro conteggi piuttosto bassi, nonostante Facebook indichi un numero di utenti raggiunti molto più elevato. Ciò accade perché abbiamo… pochi lettori ma fedeli (ed è ovvio, qui non si parla né di sport, né di sesso, né di spettacolo, né di soldi, né di sangue): chi ci legge lo fa sempre, non siamo “tipi da scoop” con l’articolo superfigo che rastrella diecimila condivisioni. È la realtà, bisogna accettarla.

Pinterest

Nel medesimo box verticale è (apparentemente) scomparso il pulsante di Pinterest, ma non è così: Pinterest è stato completamente integrato, dunque è sufficiente passare il mouse su un’immagine e, se sufficientemente grande (non funziona sulle miniature, evidentemente: non avrebbe molto senso), viene sovrapposto il logo di Pinterest automaticamente. Cliccando quel logo, è possibile apporre il pin, appunto, su Pinterest di quell’immagine.

Commenti Facebook

Sono stati reintegrati, nell’abituale blocco sotto il testo dell’articolo. Sappiamo che, nonostante l’invadenza del tracciamento da parte di Facebook e degli altri servizi social (incluso Google), la maggior parte dei lettori naviga “autenticata” su di essi e gradisce poterne fare uso. Quando si commenta via Facebook si può decidere se far apparire o meno lo stesso commento anche su Facebook (basta usare la casella di spunta “Pubblica anche su Facebook”) o lasciarlo solo sotto l’articolo.

Commenti locali

Oggi si commenta molto poco direttamente sui siti. Se lo si fa, si preferisce farlo su Facebook (di qui il punto precedente). Tuttavia c’è qualcuno che ancora preferisce il commento locale, al riparo dalle “invadenze”. Per quelle persone, non solo è possibile farlo ma abbiamo anche eliminato il CAPTCHA (l’obbligo di leggere e reinserire quei numeri artificialmente distorti ad evitare lo SPAM di commenti). Ovviamente ciò costringe alla moderazione ma, essendo possibile tener d’occhio la situazione anche da device mobili con un’apposita App, è un sacrificio accettabile e difficilmente occorre più di un giorno per vedere il proprio commento online.

Variazioni “semantiche”

Il gruppo di tag sotto ogni articolo per ora è preceduto dall’intestazione “Abbiamo parlato di”, seguito dalla lista dei tag (da non confondere con il tag di Facebook: sul sito, cliccare un tag porta a un elenco personalizzato di tutti gli articoli a cui è stato applicato lo stesso tag; esempio: se compare il tag IBM, cliccandolo si avrà l’elenco di tutti gli articoli in cui si parla di IBM, di qui il cambiamento dell’intestazione).

Quest’ultimo adattamento potrebbe cambiare ancora ed essere accoppiato alla proposta di sottoscrizione della Newsletter, ma è ancora in corso di studio e valutazione.

Social Box

Abbiamo inserito la nuova versione del Social Box di Facebook, che riporta in piccolo l’aspetto della relativa pagina Facebook di questo sito. Si vorrebbe fare lo stesso con Twitter ma, sfortunatamente, c’è un’incompatibilità tra le funzioni condivise di Twitter e le pagine del sito, con l’effetto di non effettuare il “rendering”. Ossia: se si impiega un Widget Twitter delle nuove versioni, esso non compare e al suo posto compare un semplice link con scritto “Tweet” o altre diciture “scarne”, il che – esteticamente e funzionalmente – è inaccettabile. Il problema è allo studio e prima o poi… ne verremo fuori. Per ora c’è il feed.

QR Code

Sia sulla Home Page che negli articoli c’è un QR-Code leggibile con qualsiasi smartphone dotato della relativa App. Inquadrandolo e facendolo leggere allo smartphone è possibile trasferire su di esso l’indirizzo della pagina e procedere alla lettura.

Temi mobili

Già da tempo abbiamo sperimentato il tema WP-Touch Pro: funziona molto bene, è veloce e ben si adatta alla struttura del sito. La rilevazione è automatica: se si naviga da device mobile entra automaticamente in funzione. In fondo a ogni pagina c’è un pulsante per ottenere, qualora sia opportuno, la versione tradizionale (utile se il proprio tablet, per esempio, pur essendo riconosciuto come device mobile, ha schermo abbastanza grande da permettere una lettura più “classica”).

Sotto ci sono tre pulsanti fissi: sulla destra, anche quello per condividere con WhatsApp (se installato: ma ovviamente lo avete…).

C’è ancora un piccolo problema di rilevazione sul browser mobile BlackBerry 10: molto spesso non viene riconosciuto come device mobile. La soluzione è allo studio. Tutti gli altri, secondo i test effettuati, sono riconosciuti: iOS, Android, Windows Phone ottengono tutti le versioni corrette del sito. Lo stesso Google lo identifica come “mobile friendly”.

Box autore

Ora è spostato subito dopo il testo dell’articolo con fondo grigio, per distinguerlo a colpo d’occhio. In questo modo “funge” anche da firma (benché l’autore sia chiaramente indicato anche in testa). Lo separa dal testo (o dalle note in coda al testo) una riga grigia scura piuttosto spessa.

Pulsanti social in Home Page

In alto a destra, vicino alle tre icone dei feed RSS: prima erano statici e “locali”, dunque privi di “invadenza” sul piano della privacy. Preso atto che di quest’ultima a nessuno sembra interessare gran che, anche quelli sono stati trasformati in quelli reali, erogati dagli stessi servizi e dotati della “nuvoletta” dinamica che piace tanto.

Prospettive

Come responsabile, sto pensando alla ripresa della rubrica «Oops, dimenticavo» ma debbo ancora valutarla: non è semplicissimo gestirla, ha sempre avuto un certo seguito benché moderato, ed è innegabilmente comoda e pratica. Vedremo.

Ho anche riflettuto molto sull’attuale situazione della presenza social su Facebook e Twitter. Come spiega questo interessantissimo articolo pubblicato da Advertising Age (il cui titolo è tutto un programma: There’s no more social media — just advertising ossia, in italico, «non esistono più social media – solo pubblicità»), di Mike Proulx, VP e direttore Digital Strategy dell’agenzia pubblicitaria Hill Holliday di Boston (USA), nonostante la cortesia di molti amici disposti a condividere, oggi ottenere su Facebook il cosiddetto organic reach (il raggiungimento naturale, “organico”, di pubblico) è quasi impossibile.

Laddove gli introiti pubblicitari derivati da AdSense dovessero permetterlo, sarò «costretto» a investire in «sponsorizzazione» su Facebook e Twitter. D’altra parte Mark Zuckerberg e Dick Costolo lo sapevano e lo sanno benissimo (e anch’io, anche prima della laurea, ma dopo a maggior ragione): è proprio qui che puntavano ad arrivare, ossia a «monetizzare la visibilità».

Francamente è un concetto che fatico ad accettare ma, avendo studiato marketing con Sabina Addamiano ed essendo riuscito a strapparLe un 30/30 e lode (cosa tutt’altro che facile), a cui si aggiungono sociologia della comunicazione con Anna Lisa Tota, economia italiana con Anna Giunta e Silvia Nenci, e infine comunicazione di Rete con Teresa Numerico (con la quale mi sono poi laureato), non ho alcun diritto di chiudere gli occhi e dire «non è vero, non ci credo».

Finché questa realtà “regge” e finché è il caso di essere presenti, pur nella consapevolezza che tutto ha un inizio ma anche una fine, non guardarsi intorno non è certo la cosa più saggia da farsi.

Ogni suggerimento, ogni critica, anche pesantissima purché costruttiva (a quelle non costruttive non risponderò neanche), come sempre, sono benvenuti.

Buona lettura.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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