Facebook schiaffeggia la privacy europea

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 14/05/2015
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Se una struttura sovranazionale come il social network di Mark Zuckerberg si permette di farlo, una ragione c’è. È indispensabile rifletterci accuratamente, con tutti gli strumenti che la filosofia della politica mette a disposizione. Altrimenti sono guai.

In passato recentissimo illustri studiosi si sono chiesti se avesse senso creare uno Stato Federale Europeo per ottenere una conseguente “identità europea” unitaria. Ne ha parlato il filosofo tedesco Jürgen Habermas nel suo Remarks on Dieter Grimm’s “Does Europe Need A Constituion?”1.

Grimm sostiene che una costituzione europea dovrebbe discendere dal popolo, la cui non omogeneità in Europa produrrebbe una carta poco capace di legittimare. Habermas invece è dell’idea che siano le stesse istituzioni a essere il luogo da cui “discende” concettualmente il popolo, dunque l’operazione sarebbe valida e possibile2.

Fatto sta che una vera costituzione europea, intesa come la intendono i pensatori appena citati, non ce l’abbiamo. E questo si ripercuote su come i vari stati dell’Europa si pongono di fronte a questioni di carattere globale, come il modo di affrontare la privacy da parte di “enti” sovranazionali, quali possono essere Google o Facebook.

Un modo di porsi frammentario e disomogeneo, il cui operato (una task force incaricatasi di affrontare, a febbraio scorso, alcune questioni di privacy legate a Facebook3) è stato immediatamente giudicato dal social network del tutto inopportuno. «I costi da sostenere per Facebook salirebbero, la gente in Europa noterebbe nuove funzionalità arrivare più lentamente, o non arrivare del tutto. Le prime vittime sarebbero le PMI europee. La prossima grossa novità [di Facebook, ndB] potrebbe non vedere mai la luce del giorno [in Europa, ndB]», ha scritto sulle colonne del Financial Times Richard Allan, vice presidente delle politiche pubbliche europee di Facebook4.

Una minaccia, bella e buona. Qualcuno che non ha alcun potere politico su nessuna delle nazioni alle quali si rivolge, si arroga il diritto di giudicare se determinate politiche siano o meno positive e/o costruttive per il futuro di quelle stesse nazioni. Sembrerebbe del tutto inopportuno.

Invece Allan ha ragione. Facebook e le aziende collegate dovrebbero ottemperare a «28 varianti nazionali della legge europea, ponendo seri ostacoli», ha scritto. E ha ricordato che il mercato comune europeo è stato creato proprio per evitare una simile frammentazione. Vai a dargli torto. «Ottemperare, con la legge europea, non basterebbe più; le organizzazioni dovrebbero invece ottemperare a 28 varianti nazionali, le cui variazioni sono indipendenti. Diverrebbe necessario predire l’agenda di legiferazione di ogni singola nazione», dice Allen. Vai a dargli torto.

Allan, pensando di avere a che fare con una “nazione europea” che sia stata capace di dotarsi di un complesso normativo globalizzato, capace di darsi quella “identità europea” unitaria di cui Habermas e Grimm hanno rendicontato la difficoltà ormai nel 1995 – vent’anni fa – ritiene sia normale pensare che «inizialmente, quando le autorità di altri paesi hanno temuto qualcosa circa i nostri servizi, hanno lavorato con i legislatori irlandesi (dove Facebook ha sede legale per l’Europa, ndB) per risolvere il problema. È così che la normativa europea dovrebbe funzionare: se un’organizzazione adempie alle regole presenti nel paese della propria sede, può operare in Europa».

Ma gli europei sono di parere diverso. «È molto semplice, noi abbiamo l’autorità, perché Facebook elabora dati di cittadini belga», ha detto un portavoce della commissione privacy belga, dimostrando come l’assunto di Allan sia ancora oggi del tutto inapplicabile e come l’Europa sia lungi dal potersi ritenere riunita in un insieme realmente armonizzato di regole, capaci di relazionarsi con il mondo globalizzato.

Ecco perché torna sempre d’attualità l’indicazione del filosofo Giacomo Marramao, che nel suo libro Passaggio a occidente5 ha spiegato con estrema chiarezza dove risiede il nodo fondamentale da sciogliere. «Non credo che la tradizione del razionalismo moderno – come è stata elaborata in Occidente anche nella sua forma più nobile: l’universalismo etico kantiano per un verso, il garantismo giuridico per l’altro – sia autosufficiente, capace di trovare da sola una soluzione ai conflitti del nostro tempo e di dar mano alla costruzione di una “repubblica cosmopolitica”» (p. 265 del libro).

Sarei dell’idea che, per confrontarsi con problemi del genere ed evitare di sentirsi elevare minacce da un Facebook6 o altre entità “sovranazionali” della medesima categoria, sia indispensabile un accurato approfondimento dei temi trattati in quel libro.

Diversamente, in pieno ossequio agli obiettivi capitalistici che esse perseguono, le imprese del mondo globalizzato (in particolare americane, ma certamente non solo quelle) continueranno imperterrite a schiaffeggiare l’Europa, facendo ricorso – laddove questa faccia orecchio da mercante – a profonde azioni di lobbying: è l’unico modo per superare un bizantinismo normativo che, ormai, dovrebbe essere chiaro quanto sia inadeguato, non solo per “difendersi” dall’esterno, ma anche per regolare quanto accade all’interno.

  1. Pubblicato sul n. 3, vol. 1 dello European Law Journal alle pagg. 303-307. Un abstract è accessibile online qui: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1468-0386.1995.tb00034.x/abstract.  [Torna al testo]
  2. Vedasi mia tesina di Filosofia Politica per il relativo esame sostenuto con il prof. Giacomo Marramao presso l’Università Roma Tre a settembre del 2013, esito 30/30 e lode, pagina 30, accessibile qui: http://www.academia.edu/4608614/Filosofia_Politica_-_Elaborato_volontario_in_occasione_dellesame.  [Torna al testo]
  3. Se ne era parlato su questo sito a questo indirizzo: http://nbtimes.it/?p=18794.  [Torna al testo]
  4. Ne ha parlato PC-World nel suo articolo Facebook, under siege, slams European privacy regulators, accessibile su http://www.pcworld.com/article/2916592/facebook-under-siege-slams-european-privacy-regulators.html.  [Torna al testo]
  5. Giacomo Marramao, Passaggio a Occidente – Filosofia e Globalizzazione, Bollati Boringhieri, Torino 2010.  [Torna al testo]
  6. Che possiamo anche ritenere “non essere nessuno” per arrogarsi certi diritti, ma nella realtà globalizzata può evidentemente permettersi di farlo.  [Torna al testo]

Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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