La fabbrica dell’idiozia

La definizione etimologicamente più appropriata per la trasformazione subìta da persone insospettabili, vittime di un ambiente virtuale da cui sgorgano conseguenze concrete.
La definizione etimologicamente più appropriata per la trasformazione subìta da persone insospettabili, vittime di un ambiente virtuale da cui sgorgano conseguenze concrete.
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 24/12/2016
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Persino persone adulte, di età tale da essere genitori di ragazzi in età da dopo-laurea, cadono in fallo. Il problema è che conosco alcune di queste e, francamente, mi cadono le braccia.

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Figura 1: il post in questione, peraltro ripetuto in forma leggermente diversa a distanza di poco tempo (quindi copiaincollato da altra fonte: recidività!).
Figura 1: il post in questione, peraltro ripetuto in forma leggermente diversa a distanza di poco tempo (quindi copiaincollato da altra fonte: recidività!).
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Figura 2: altra versione del medesimo post copiaincollato, con in più la leva cognitiva del richiamo alla Guardia di Finanza al fine di alzarne il tasso di credibilità, palesemente falso e che, ciò nonostante, è stato anche «raccolto».
Figura 2: altra versione del medesimo post copiaincollato, con in più la leva cognitiva del richiamo alla Guardia di Finanza al fine di alzarne il tasso di credibilità, palesemente falso e che, ciò nonostante, è stato anche «raccolto».
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L’enciclopedia Treccani non lascia dubbi: è idiota il termine più idoneo per definire la trasformazione che vedo. Di persone insospettabili, su cui giureresti che mai sarebbero cadute in simili tranelli.

E invece si. Ancora oggi, nel 2016, a sedici anni dall’inizio del terzo millennio. Persone, magari, con fior di titoli di studio, che avresti ritenuto impossibile ridursi a una simile e pericolosa ottusità. Sulla cui integrità intellettuale e mentale avresti scommesso la mano destra.

Il tema – stavolta – è (ancora!) questo:

Scadenza domani!!!

Tutto quello che avete postato diventa pubblico da domani. Anche i messaggi che sono stati eliminati o le foto non autorizzate. Non costa nulla per un semplice copia e incolla, meglio prevenire che curare. Canale 13 ha parlato del cambiamento nella normativa sulla privacy di Facebook.

Io non do a facebook o qualsiasi entità associata a facebook il permesso di usare le mie immagini, informazioni, i messaggi o i post, passato e futuro. Con questa dichiarazione, do avviso a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, trasmettere o prendere qualsiasi altra azione contro di me sulla base di questo profilo e / o il suo contenuto. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma). Nota: Facebook è ora un’entità pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta, Sara ‘ tatticamente permettendo l’uso delle tue foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti di stato di profilo. Non condivido. Copia e incolla per stare sul sicuro.

Canale 13… la “legge UCC “… lo statuto di Roma… una “entità pubblica”… sgrammaticature a profusione… una sequela di idiozie già da sole più che sufficienti per un’immediata classificazione del testo che hai davanti agli occhi: spazzatura (concetto applicato alla Rete, di cui abbiamo già parlato).

Eppure non solo questa idiozia-bufala ancora circola: stimola anche la peggiore e più colpevole delle recidività e ottiene persino riscontro (vedi in colonna a sinistra figura 1 e figura 2), in base al noto principio ogni simile attira il suo simile.

A parte l’ineludibile unfollow1, da me lanciato come uno strale2, francamente mi cadono davvero le braccia a terra. Leggo e rileggo la definizione etimologica, storiografica e letteraria di idiota sull’enciclopedia Treccani e la vedo applicarsi tutta, fino in fondo.

Si, perché certi idioti, oltre a essere tali, neppure si accorgono, con questi post, di agire «a vantaggio di altri senza che il proprio merito sia riconosciuto e senza guadagnarci nulla», come chiosa l’enciclopedia.

E poi mi chiedete come mai ho azzerato il mio profilo personale Facebook, perché non posto più, non intervengo più, non commento più, se non qualche rarissimo “mi piace” o qualche enunciato minimale, solo per i post che davvero lo meritano (e, a questo punto, “quando mi ricordo” di entrare su Facebook)?

(Articolo in versione PDF)


Note

1 Nell’interfaccia in italiano di Facebook è la funzione “non seguire più” (in inglese unfollow, cioè la negazione di follow, che significa seguire), la cui applicazione non interrompe l’amicizia ma impedisce ulteriori visualizzazioni dei post di quel contatto sulla propria bacheca.

2 Freccia, dardo.


Marco Valerio Principato (2075 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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