Perché un BlackBerry invece di un iPhone, un Palm o altro?

Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 07/09/2009
Commenti 12 commenti | Permalink

«Ma l’iPhone è più bello». «Ma il Palm ha il WebOS». «Ma il Nokia è Nokia». E, in tutto questo, molti non capiscono perché si sceglie un BlackBerry. Una chiacchierata semplice e distensiva per scoprire cosa spinge verso un apparato RIM

Il titolo di questo editoriale, molto fuori dalle righe per essere considerato tale, è una domanda che mi viene posta spesso, dalle fonti più disparate. Tra coloro che me lo hanno chiesto fondamentalmente ci sono persone che si affidano ad uno smartphone non tanto per scopi ludici o per far vedere che ce l’hanno, quanto per sfruttarlo a fondo come strumento di lavoro e facilitazione della propria attività.

Cercherò di dare una risposta, ovviamente del tutto personale e legata ai miei criteri di scelta. Che possono essere smentiti, non condivisi o ritenuti errati: sono semplicemente i miei.

Non faccio alcuna considerazione sui costi: tra un BlackBerry Bold 9000 (che è il modello scelto da me) e un iPhone ultima generazione ci sono svariate decine di Euro a favore del primo, ma non è questo il criterio che ha guidato la mia scelta.

Una delle differenze a mio avviso a favore del BB è proprio il modo con cui esso si “rapporta” al mondo esterno. Guardate la corsa che sta facendo Nokia per accorciare le distanze: lo stesso Sole 24 Ore confessa che l’accordo tra TIM e Nokia per ricevere le email in push è un’operazione progettata proprio in quella direzione. Questo, sul BlackBerry, esiste da sempre. Come spiegava Dario qualche tempo fa, sono i servizi a fare la differenza: piuttosto, non sempre è facile comprenderne il valore.

Per non parlare della comodità e flessibilità con cui un utente BlackBerry gestisce la propria (o le proprie, fino a 10) email: sincronizzazione automatica tra l’account “reale” e quello sul BB, avviso immediato appena la si riceve, gestione del protocollo completa, comprese ricevute. E non occorre alcun traffico di rete dedicato allo scopo, perché ad avvisare il BB dell’arrivo di email ci pensa il server BlackBerry.

Il concetto più importante che va compreso del BlackBerry prima di decidere per il suo acquisto è il metodo con cui esso si connette alla Rete. Non si tratta di una semplice connessione diretta, ottenibile sottoscrivendo un qualsiasi piano dati di un qualsiasi operatore cellulare: per far funzionare un BlackBerry occorre che l’operatore cellulare lo preveda.

Il BB si collega, infatti, ad una sorta di “proxy-factotum-segretario”, rappresentato da un servizio messo a disposizione da RIM, con varie sedi nel mondo, Europa inclusa. Provate ad andare su http://myipaddress.com dal browser di un BlackBerry e da quello di un Nokia con un piano dati attivo: le due risposte saranno diverse, perché nel caso del BB si otterrà l’indirizzo IP del server BlackBerry, mentre nel secondo si otterrà quello assegnato sul punto all’altro smartphone. Per questo il BB richiede un access point dedicato, con APN “blackberry.net”, capace di funzionare con nient’altro che con uno smartphone di RIM.

Dunque, questo è uno svantaggio? Per alcuni aspetti si: nel senso che non si tratta di un APN con il quale si può navigare normalmente, ma di un servizio dedicato, alle spalle di un progetto come gli smartphone di RIM. Pensati, bisogna ricordarlo, prima di tutto per un uso aziendale, e poi anche privato. Che fa navigare, ma attraverso un proxy, dunque non si può andare impunemente su YouTube: per farlo, oltre al servizio BlackBerry, occorre attivare un normale piano dati, che il BB può tranquillamente impiegare quando serve (ad es. proprio su YouTube).

Il vantaggio è che tutti i servizi del BB funzionano tranquillamente con il solo APN dedicato: solo per cose particolari occorre un APN “diretto”. Questo si traduce in un vantaggio economico: i piani dedicati per BlackBerry spesso sono flat o molto, molto larghi, pur costando la metà di un piano dati (tra gli 8 e i 12 Euro). Se la normale “navigata d’emergenza”, la posta, il calendario, l’agenda, gli allarmi, gli appuntamenti, Facebook mobile, MySpace mobile e Twitter mobile sono per voi sufficienti, di un piano dati ordinario non ne avete bisogno: vorrà dire che su YouTube ci andate quando avete a disposizione una connessione WiFi.

E con 10 Euro al mese ve la siete cavata. Ma non finisce qui: voltate pagina, che ora parliamo di un altro paio di cosette simpatiche a cui pensano (ancora) in pochi.

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Sezione in lettura: Editoriali

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Commenti
  1. Marco Valerio Principato scrive:

    Sempre al lettore “Alex”: non capisco come faccia ad avere il coraggio di affermare cose palesemente non vere. Nella Home Page di questo sito questo articolo è assolutamente assente, praticamente dal giorno dopo la sua pubblicazione (a eccezione della prima colonna di sinistra, chiaramente intitolata COMMENTI, che può quindi contenere un commento NUOVO tanto a un articolo VECCHIO che uno nuovo). Non so come lei ci sia arrivato, presumo tramite Google, ma certamente NON dalla Home Page del sito, dunque la sua affermazione è del tutto gratuita.

    La prego… siamo ragionevoli.

  2. alex scrive:

    ancora peggio , vuol dire che nella home del tuo blog ( anche se è interessante )ci sono notizie del 2009

  3. Marco Valerio Principato scrive:

    Al lettore “ale”: ma ha visto la data dell’articolo? Settembre 2009! Forse quanto in esso è raccontato andrà commisurato a quella “epoca”, no?
    Un saluto

  4. ale scrive:

    ti rispondo brevemente al tuo articolo , ICLOUD (quello che mancava ad un Iphone) ora c è! per il resto non serve che ti spieghi , puoi leggerlo su internet quanto sia avanti un Iphone rispetto a quello che chiami BB :-)

  5. [...] propria “esplosione” di questo tipo di apparecchi. Pochi l’hanno comprato perché pochi l’hanno capito, qui in Italia. Al contrario, fino poco più di un anno fa negli USA era “lo” [...]

  6. [...] mi riguarda, pur non avendo frequenti occasioni di viaggiare per lavoro, già mi sono espresso: vedo di gran lunga meglio un BlackBerry per questo tipo di [...]

  7. [...] è la verità. Perché, come avevo spiegato a suo tempo, il dialogo con la Rete il BlackBerry lo svolge in maniera diversa: non si collega direttamente, ma attraverso i server BlackBerry, quelli di RIM per il pubblico o [...]

  8. No, con RIM non c’è da fare nulla: basta sottoscrivere un piano dati specifico per BlackBerry, lo hanno tutti gli operatori. Con quello, come spiegato nell’articolo, si può far tutto escluso fruire di servizi in streaming, come l’andare su YouTube: se occorre far quello, o si attende di disporre di una connessione WiFi o si sottoscrive (in aggiunta, non in alternativa) un normale piano dati Internet con il proprio operatore.
    La posta elettronica e la navigazione, invece, sono comprese nel servizio del piano dati specifico per BlackBerry, sempre. E tale piano dati, “flat” per i servizi che offre o con “cap” molto alti, in genere costa intorno ai 10 euro al mese.
    Saluti

  9. ruben scrive:

    Complimenti per l’articolo, ho un nokia n95 e volendo cambiarlo queste due pagine hanno risolto molti miei dubbi.
    Un’ultima cosa, quando acquisto un blackberry libero, devo poi preoccuparmi di fare il contratto flat con la RIM???

  10. [...] mi riguarda, pur non avendo frequenti occasioni di viaggiare per lavoro, già mi sono espresso: vedo di gran lunga meglio un BlackBerry per questo tipo di [...]

  11. La Redazione scrive:

    Certo, funzionano se non sono brandizzati, se non hanno né operator lock né sim lock (cosa che invece di solito hanno) e se sono, naturalmente, almeno quadribanda. Un Bold, ad esempio, che è quadribanda + UMTS, funziona perfettamente. Ma la soddisfazione di tutte queste condizioni, in genere, non lo fa costare molto meno di quanto costerebbe in Italia, con garanzia italiana.
    Saluti,
    La Redazione

  12. andicried scrive:

    Volevo sapere una cosa; i blackberry che si possoo acquistare su ebay, e che vengono quindi dagli Stati uniti poi funzionano un un apn italiano(tipo wind)? Se non brandizzati? Grazie


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