Anonimato in Rete, la Carlucci di nuovo alla carica

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Marco Valerio Principato
Di Marco Valerio Principato
Pubblicato il: 16/12/2009
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Ci risiamo: quale migliore occasione, per l’On.le Carlucci, di quella offerta dall’aggressione al Presidente Berlusconi per tornare alla carica con la sua proposta, mettendola però sul piano della sicurezza?

I lettori di questo blornale ricordano perfettamente che la proposta dell’On.le Carlucci ha ben poco a che vedere con la sicurezza e con l’anonimato: piuttosto, è una proposta che mira prima di tutto ad aggiungere un freno alla pirateria.

Ora la mettiamo su un piano diverso, chissà che la torta non risulti più gradita: “Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. I gruppi nati su Facebook per inneggiare alla vile aggressione, subita ieri a Milano dal Presidente Berlusconi, provano, ancora una volta, che è giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete”, scrive l’On.le Carlucci sul suo blog, ripresa da molti media.

Per questo ieri spiegavo che, forse, è il caso di rendersi conto che comportamenti del genere su Facebook non ottengono altro risultato se non quello di consegnare nelle mani degli stessi personaggi di sempre gli strumenti adatti a giustificare l’abbattersi sulla Rete di provvedimenti più che mai anacronistici, disinvolti e non idonei a conseguire il risultato che si millanta come desiderato, ma è ben altro.

L'On.le Carlucci, in "posa" sul suo blog

L'On.le Carlucci, in "posa" sul suo blog

Vogliamo dunque consegnare nelle mani di queste persone, ancora una volta, il potere di legiferare su un territorio che non conoscono se non da molto lontano, spesso più per sentito dire che per esperienza, studio, partecipazione e consapevolezza personali? Mi sembra molto poco ragionevole.

Non piace Berlusconi, o chiunque ci sia al suo posto? Dimostriamo, per una volta, di saper fare uso della democrazia, da persone degne di appartenere al terzo millennio. Facebook è un luogo ritenuto adatto a fare proselitismo? Fare proseliti non è un reato se atto compiuto con la dovuta diligenza, ragionevolezza e capacità comunicativa, nel pieno rispetto delle regole e del vivere civile. Potrebbe diventare uno strumento di raccordo per fare in modo che chi non approva l’attuale compagine governativa scambi – democraticamente e civilmente - pareri, opinioni, dati di fatto e quant’altro, sfruttando il social network come gli si addice: comunicando.

Creare gruppi che inneggiano all’aggressione, sollecitano la violenza e incitano alla ribellione incontrollata non è davvero il modo migliore per farlo. Come non lo è il far risultare iscritti a tali gruppi persone ignare persino della loro esistenza. Sobillare, gettare zizzania, surriscaldare l’atmosfera sono metodi che non possono passare inosservati. Lo abbiamo ripetuto fino alla nausea: su un social network la privacy assoluta è pura utopia.

Mentre da un lato, come già si è detto più volte su queste pagine, qualunque norma che vieti l’anonimato in Rete è destinata a fallire miseramente sul nascere (persino in Cina l’utenza ha prontamente reagito trovando alternative), dall’altro è indispensabile il ricorso a una maggiore coscienza civile, un concetto che ormai sta perdendo significato grazie alla rimozione dell’insegnamento dell’educazione civica.

Forti di questa coscienza civile si può, diligentemente, ordinatamente e discretamente, essere tutti (o moltissimi, poco cambia) d’accordo – anche grazie al coordinamento che ci si può dare tramite un social network – nel non concedere, in occasione delle prossime elezioni, il proprio voto alla stessa compagine politica: questo si che sarebbe un risultato degno di nota, non per l’effetto collaterale di riuscire eventualmente a rimuovere l’attuale Governo o qualunque altro ritenuto insoddisfacente, ma per la sua essenza profondamente democratica. Un risultato ottenuto in modo talmente composto e garbato che nessuno potrebbe avere assolutamente nulla da eccepire.

È così difficile da fare? Forse si.

Marco Valerio Principato

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  1. [...] a sfogliare, titolo: Internet e le piazze limitate per decreto. L’argomento è ovvio: dopo le bravate su Facebook, si sono messi in mano al Governo gli strumenti per attuare la solita attività [...]