Wordpress, privacy: lontani da Akismet e Jetpack

Secondo noi, né l'uno, né l'altro!
Secondo noi, né l'uno, né l'altro!
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Pubblicato il: 25/04/2017
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Akismet è un plugin di Automattic per limitare lo spam nei commenti, JetPack è in pratica «un altro Wordpress». Perché, se ci tenete alla privacy, starne lontani.

Roma – Come ben sanno i nostri lettori, qui stiamo attenti alla privacy. Il nostro sito, come quelli di milioni di altri, è mosso da Wordpress. Farebbe comodo anche a noi avere JetPack per condividere automaticamente su Facebook i nostri post, così come Akismet potrebbe evitarci di cancellare a mano i commenti spam, ma non lo facciamo: non ci piacciono.

Ma andiamo con ordine: abbiamo fatto delle prove, in un “ambiente di test” abbiamo tracciato noi cosa accade, cosa viene instillato nel blog, cosa viene incuneato e quali comportamenti vengono messi in atto da parte del codice.

Akismet

Si tratta di un plugin normalmente in dotazione a Wordpress. Quando si installa Wordpress, c’è, è già installato, bisogna solo attivarlo.

Per farlo però c’è bisogno di ottenere una “API Key”, ossia una chiave cifrata che ne abilita le funzionalità.

Quando lo si fa, Automattic – l’azienda dietro a Wordpress – associa in maniera univoca il blog da cui si esegue la richiesta a dei dati personali e, nel caso si scelgano le funzionalità avanzate, anche a dei dati di pagamento (una carta di credito).

Nulla quaestio per chi decide di farlo con consapevolezza, ma se lo fate sappiate che:

  1. Automattic sembra cercare di farvi sottoscrivere le opzioni a pagamento (pur esistendo quella gratuita), per cui fate attenzione, se lo fate, a cosa scegliete;

  2. Automattic, se impiegate il plugin, potrebbe sapere perfettamente quanto accade sul vostro blog, monitorarvi e tracciarvi;

  3. i vostri dati di pagamento, opportunamente resi anonimi, potrebbero finire nei Big Data, dove con ogni probabilità successivamente verrebbero dotati di nuovo della vostra identità e associati a tutte le vostre attività online svolte con la stessa carta di credito, incluse quelle da device mobili;

  4. ogni pagina, anche amministrativa, del vostro blog viene dotata di un “pixel trasparente” dal quale Automattic potrebbe rilevare ogni impiego di quella pagina;

e varie altre cosine che a questo punto potete immaginare.

JetPack

Si tratta di un plugin addizionale, da installare volontariamente, che aggiunge una sterminata quantità di funzioni a Wordpress, molte delle quali sarebbero anche comode e utili, come ad esempio la condivisione automatica sui social network.

Purtroppo, però, esso pare rappresentare prima di tutto un sistema per “accalappiare” gli incauti e condurli a utilizzare uno o più servizi a pagamento erogati da Automattic, nonché, naturalmente, un sistema di monitoraggio a tutto tondo.

Se lo utilizzate, anche per una sola funzione, sappiate che:

  1. dovrete legare indissolubilmente (e univocamente) il vostro blog a un’utenza gestita da Automattic;

  2. il vostro blog, specie su hosting condivisi, diventerà insopportabilmente lento (perché il plugin è “grassissimo”, quasi 15 Megabyte di file PHP e Java), il che vi spingerà a farvi pensare di cambiare hosting, e l’hosting di Automattic, guarda caso è proprio lì ad attendervi;

  3. vi saranno modificati diversi menù di sistema, operazione grazie alla quale Automattic sembrerà cercare di farvi gestire il vostro blog nelle sue pagine, rendendovi difficile rientrare nelle schermate amministrative e gestionali abituali del vostro blog;

  4. ogni sacrosanta pagina, anche amministrativa, del vostro blog sarà dotata di un “pixel trasparente” che potrebbe permettere ad Automattic di monitorare ogni mosca che vola sul vostro sito;

  5. ogni attività svolta, sia essa di redazione, di lettura, di bozza, di commento, di link verso l’esterno, di condivisione sui social, qualsiasi attività potrebbe dunque essere monitorata da Automattic a scopo di profilazione e tutto quanto sarà rilevato potrebbe finire, anonimizzato, nei Big Data dove, però, come ben sapete, l’anonimato è una chimera perché è possibile ricostruire i dati originali, non anonimi, in un attimo;

e varie altre cosine delle quali, a questo punto, dovreste immaginare la consistenza.

Ora a voi la palla. Noi, essendo cessata la funzionalità del plugin Add Link To Facebook, che prima impiegavamo per pubblicare sul social network, da adesso in poi facciamo a mano, almeno fin quando non vi sarà un plugin “decente” di terze parti che non sembri invasivo come JetPack.

Che oggi sia impossibile e utopico pensare di avere privacy totale nel momento stesso in cui si frequenta un social network lo sappiamo benissimo e non abbiamo bisogno di alcun professorino che ce lo ricordi.

Ok: l’azienda da qualcosa dovrà pur guadagnare, è normale che cerchi di monetizzare. A noi, però, questo modo di farlo è sembrato piuttosto poco elegante, invasivo e progettato più che altro per accalappiare persone “poco vigili”.

Soprattutto, non amiamo chi cerca di lucrare sfruttando peculiarità Open Source e cercando di sospingere chi le utilizza verso un “consumo” non sempre necessario e spesso poco etico.

Per questo riteniamo sia obbligo morale di ciascuno di noi non abbassare la guardia e capire fino in fondo cosa fanno certe realtà: esse sono spesso guidate da imprenditori di zero scrupoli, dunque è bene, è giusto e sacrosanto almeno rendergli la vita meno facile. Ecco perché vi diciamo «lontani da Akismet e Jetpack».

Ora fate voi: noi la pulce nell’orecchio ve l’abbiamo messa. Fate anche voi le vostre prove, monitorate, verificate e traete le vostre conclusioni.

(Articolo in formato PDF)

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