DNS modificati, anzi, trasfigurati. Filtri, IP, o firewall che siano, in funzione. The Pirate Bay non si raggiunge più dall’Italia. Ma a quali costi? E, soprattutto, con quali risultati? Semplice: meno di niente
Era prevedibile: a forza di tirare la corda, come molti hanno preannunciato, comprese queste pagine, è spuntata la prima soluzione decisa contro i ficcanasi del Peer To Peer. Dalla Baia dei Pirati, arriva Ipredator, la VPN dedicata
Il celebre operatore USA sorveglia sull’uso “illegittimo” della sua connettività. Pare che in alcuni casi adotti una condotta à la Sarkozy, ma l’operatore lo nega seccamente. Qualora lo facesse, potrebbe fare scuola, purtroppo
Mininova (e non solo) cambia strada: è il momento di dire basta ai contenuti illegali, una sentenza lo obbliga. Gli utenti insorgono nei commenti più variegati. Quale futuro spetta non solo a Mininova ma al P2P e, dall’altra parte, alle lobby delle major? Un futuro oscuro. Anzi, nero
Un'irreverrentissima vignetta su HADOPI, pubblicata da Zonedl-LegalManca solo l’ultimo passo, quello della firma del Presidente Nicholas Sarkozy: per il resto l’HADOPI è legge. In Francia, se tutto andrà come prevedono le autorità, dal prossimo novembre utilizzare il «normale» Peer to Peer sarà molto più rischioso
Global Gaming Factory ha ufficializzato l’acquisizione della Baia dei Pirati. Gli utenti sono senza meta. MiniNova sembrava un buon approdo: niente, schiaffeggiato anche quello. Ma tutto quest’accanimento cui prodest?
Oggi lo scontro tra la giustizia svedese e la Baia dei Pirati. Anche se dichiarati colpevoli, si appelleranno: nel frattempo la tecnologia avanza. Ne vale davvero la pena?
Non solo privato, ma conserva un’ottima compatibilità con il preesistente protocollo BitTorrent. Vale la pena di dargli un’occhiata da vicino




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(5,00 su 5)- Ultimo aggiornamento: 30/07/2010 - 14:38