Nuove regole per non statunitensi anche per Dropbox

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 04/05/2015
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Anche Dropbox, come molte tech company, ha «aperto un ufficio» in Irlanda per confrontarsi con il pubblico non nordamericano. Va a fare buona compagnia a Facebook, Google e alla maggior parte dei big, che di certo non sceglierebbero l’Italia.

Roma – A pochi giorni di distanza dalla medesima novità di Twitter, anche Dropbox ha aggiornato i propri Termini di Servizio per gli utenti non nordamericani, quindi residenti negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

«Stiamo aggiornando il Contratto Dropbox for Business per gli utenti con sede al di fuori di Stati Uniti, Canada e Messico. Entra in vigore immediatamente per gli utenti che si registrano a Dropbox for Business a partire dal 1° maggio 2015 e il 1° giugno 2015 per tutti gli altri utenti. Puoi trovare ulteriori informazioni qui e vedere la versione precedente del contratto qui», si legge in apertura sulla pagina dedicata.

Il celebre servizio cloud ha informato l’utenza con una email, nella quale si specifica che, tra gli altri cambiamenti, «vi forniremo il nostro servizio (compreso Dropbox, Dropbox for Business, Carousel e Mailbox) tramite Dropbox Ireland a partire dal 1 giugno 2015».

Dunque – chiarisce l’operatore cloud – gli utenti residenti fuori del Nord America che avevano account Dropbox prima del 1 maggio 2015 vedranno entrare in vigore gli aggiornamenti il 1 giugno 2015. Coloro, invece, che si iscrivono ora per ottenere nuovi account Dropbox o che effettuano l’upgrade a Pro il 1° maggio 2015 o successivamente, dovranno accettare le nuove condizioni a partire dalla data di iscrizione o di aggiornamento.

Cosa cambia?

Sostanzialmente nulla. Servizi, caratteristiche e funzionalità non cambiano. Non cambiano neppure i prezzi per chi avesse sottoscritto soluzioni a pagamento. Ciò che cambia è il rapporto tra le parti: prima l’impiego del servizio costituiva implicita accettazione di un contratto tra l’utente (o il cliente nel caso di servizi a pagamento) e un’azienda residente negli Stati Uniti, con tutto ciò che ne consegue in caso di contenziosi o liti. Ora il contratto è (o sarà, dal 1 giugno) riferito a un’azienda con sede in Irlanda.

Ciò comporta che Dropbox, come impresa operante in Europa, fa anche riferimento a normative europee, armonizzate, nel confrontarsi con il proprio pubblico europeo e, solo logisticamente, dispone di un’altra sede da cui gestire i rapporti con il pubblico non nordamericano fuori dell’Europa.

Il motivo per cui sia stata scelta l’Irlanda dovrebbe essere ormai noto a tutti: le tasse.


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