I «big» si pieghino al Cremlino, oppure…

Suggestiva veduta notturna del Cremlino.
Suggestiva veduta notturna del Cremlino.
La Redazione
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Pubblicato il: 26/05/2015
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… oppure, fanno sapere le autorità, saranno multati e, in caso di ulteriore inadempienza, anche «bannati». Anche se non è chiaro come attuare l’uno e l’altro provvedimento.

Roma – Qualcuno ricorderà che in Russia una legge prevede, per i blog con più di tremila visite al giorno, la registrazione in un apposito albo e la sottoposizione alle stesse regole a cui si attengono i mass media. Sembrava che ciò non riguardasse siti e blog esteri, ma adesso invece pare proprio li riguardi: secondo un report del Guardian, basato su un articolo di Izvestia, ora anche Google, Facebook e Twitter dovranno ottemperare.

L’altolà sarebbe stato dato il 6 maggio scorso da parte del direttore dell’agenzia di comunicazione russa, Maksim Ksenzov, attraverso un comunicato nel quale precisava che le tre aziende stavano violando la legge, in quanto non avevano fornito i dati relativi ai visitatori giornalieri di diverse pagine intestate ad utenti, così come opportune informazioni per le autorità al fine di poter identificare i titolari di account con più di tremila visitatori al giorno.

Tutti e tre i big sono minacciati di essere multati, sia pure con importi modesti, almeno per la prima sanzione: circa 6mila dollari. Eventuali ulteriori infrazioni porterebbero a sanzioni più elevate o alla censura del sito fino a trenta giorni. Riferisce il Guardian:

Se le aziende non avranno provveduto a rimuovere dai loro siti “informazioni contenenti inviti a partecipare a disordini di massa, attività estremiste” o a manifestazioni non autorizzate, le autorità dovranno “limitare l’accesso alle risorse in cui tali informazioni sono dislocate”, ha dichiarato Ksenzov.

C’è tuttavia un problema: i provider Internet potrebbero non essere in grado di essere così efficaci nel fornire il blocco a risorse così vaste. Il rischio è di un blocco a macchie di leopardo, con conseguenze poco entusiasmanti per il buon andamento del traffico di rete.

E ce ne è un altro ancora: come spiega Izvestia, benché le autorità russe siano convintissime di voler costringere le aziende statunitensi a rispettare la legge russa e facciano ciò seguendo le orme della Commissione Europea, non è affatto chiaro come possano obbligare ad adempiere né come possano applicare materialmente le sanzioni.


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