Registro delle Opposizioni: tre milioni l’anno. Sciupati

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 29/12/2015
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Spendiamo tre milioni di euro l’anno per poterci opporre alle chiamate di disturbo. Almeno funzionasse: il problema è che non vale per le utenze mobili e, per quelle fisse, è quasi come se non ci fosse.

Roma – Sono tre milioni di euro. Nostri. Ottenuti dai sacrifici personali e dalle tasse che ciascuno di noi è chiamato a pagare. Certamente non provenienti da coloro che hanno fatto del non pagare le tasse il proprio vessillo. Dovrebbero servire a far sì che il Registro delle Opposizioni si… opponga, appunto, al flusso di telefonate di disturbo provenienti da call center troppo intraprendenti, o da realtà che si arrogano il diritto di entrare, a qualsivoglia titolo e per qualunque motivo, nelle nostre vite private attraverso il telefono senza il nostro consenso.

Il problema è che non funziona. Lo spiega molto bene l’avvocato Guido Scorza sul Fatto Quotidiano. Costa un sacco di soldi ma, in breve, non ha efficacia: non vale per le utenze mobili e contiene un numero esiguo di utenze fisse, assolutamente trascurabile rispetto alle utenze mobili.

E se ci si rammenta che, oggi, l’utenza fissa è decisamente al suo tramonto, «Ammettere il fallimento di un sistema di tutela dei cittadini che non funziona, a volte è il modo migliore di tutelarli per davvero», chiude risoluto Scorza. E come non dargli ragione?

A me personalmente, ormai – pur possedendo ancora linee fisse, benché in VoIP – telefonate del genere a casa, nello studio, non ne arrivano più. Un po’ perché ho predisposto il blocco delle chiamate anonime, un po’ perché della linea fissa, a certi “intraprendenti”, interessa ben poco.

Molto di più interessa dei cellulari. Sono mesi che il call center di Teleperformance tenta di contattarmi da tutti i numeri di cui dispone, nessuno dei quali, tra l’altro, è ricontattabile (vedi estratto del log chiamate qui in colonna). Naturalmente ho posto il blocco alle chiamate in ingresso dall’intera sequenza dei numeri da loro usati (oltre al blocco delle chiamate da numero riservato) e così facendo, con me non ci parleranno mai.

Per la maggior parte degli smartphone è possibile farlo gratuitamente, usando le opzioni di blocco chiamate di cui già dispongono. Per alcuni occorre un’App dedicata (che può anche essere a pagamento, ma di certo non supera i cinque euro, certo meno del R.O.). In ogni caso, il risultato – se si vuole – lo si ottiene direttamente con i propri mezzi, senza alcun Registro delle Opposizioni, tra l’altro inefficace in questi casi.

Viene davvero da chiedersi se sia lecito, legittimo, sensato, ragionevole continuare a sborsare annualmente cifre del genere, a fronte dei risultati ottenuti. Quando con tre milioni di euro l’anno, forse, si potrebbero far funzionare meglio i mezzi pubblici, per esempio, invece di continuare a stritolare il prossimo con risibili provvedimenti di targhe alterne e altre menate di scarsa – per non dire nessuna – efficacia.

Marco Valerio Principato


Marco Valerio Principato (2067 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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