Europa, servono regole per il download
Roma – La Commissione Europea, in testa il Commissario TLC Viviane Reding, intende promuovere un complesso normativo attraverso il quale regolare l’attività di download da parte dei netizen europei.
L’obbiettivo è quello di fare in modo che i cittadini possano accedere a musica e film attraverso la Rete, senza necessariamente far ricorso alla pirateria.
Nel pianificare in pubblico le priorità del braccio esecutivo dell’Unione nell’arco dei prossimi cinque anni, il Commissario Reding ha dichiarato che l’UE dovrebbe considerare l’opportunità di nuove leggi in grado di riconciliare gli interessi delle proprietà intellettuali e dei netizen. “Sarà dunque mia priorità lavorare ad un quadro normativo semplice, consumer-friendly, per l’accesso ai contenuti digitali in ambito europeo, assicurando al contempo la corretta remunerazione dei titolari dei diritti”, ha detto il Commissario nel corso di un seminario.

Il Commissario Europeo Telecomunicazioni, Viviane Reding, nel suo ufficio
Secondo la Reding – spiega l’agenzia Reuters – le attuali regole sono mal concepite in quanto sembrano fatte apposta per spingere gli utenti della Rete, in particolare i giovani, a diventare pirati. “La pirateria in Rete sembra divenire sempre più attraente, specialmente per i giovani nati nell’epoca digitale”, ha detto il Commissario riferendosi ad un sondaggio che ha evidenziato come il 60 per cento delle persone tra 16 e 24 anni di età abbia scaricato illegalmente contenuti audio/video negli ultimi mesi.
“La crescita della pirateria a cui si assiste è la dimostrazione dell’assenza di fiducia negli attuali modelli di business e nelle attuali soluzioni legittime. Dovrebbe costituire un segnale per i legislatori”, ha insistito la Reding, precisando che un’altra delle sue priorità sarà quella della digitalizzazione completa dei libri.
Il Commissario ha infine sottolineato l’urgenza di avviare concretamente lo studio e la realizzazione di procedure che permettano gli acquisti tramite cellulare, un fenomeno di grande potenziale che in Europa è tutt’ora praticamente inesplorato. Ha, infine, richiamato l’attenzione sull’opportunità di limitare i viaggi di lavoro, facendo ricorso molto più frequente alla videoconferenza, una scelta che, se attuata, porterebbe notevoli benefici anche sotto il profilo ambientale.
Infine, “Richiamo i governi europei a non attendere fino al 2012 per commutare le proprie emittenti TV al digitale terrestre: i cambiamenti è opportuno siano fatti ora”, ha concluso il Commissario ricordando che l’adozione del digitale terrestre ha, tra i suoi primi effetti collaterali, quello di liberare frequenze per destinarle ad altri scopi, primo tra tutti la maggiore diffusione della banda larga in mobilità.
La Redazione












