AT&T minaccia Google: violerebbe la legge sulle telecomunicazioni
Roma – Non bastassero i morsi che si stanno ancora dando, negli USA, gli operatori cellulari, AT&T stessa, la FCC, Apple e Google, quale migliore occasione del blocco di alcune chiamate che Google Voice applica in direzione di determinate aree, perché AT&T possa scagliargli addosso qualche palata di fango?
Stando a quanto raccontano le cronache, infatti, AT&T avrebbe scritto una lettera alla FCC, dichiarando che Google si avvantaggia su altri fornitori di servizi di telecomunicazioni bloccando alcune chiamate, una misura che normalmente agli operatori è proibita in quanto ritenuta discriminante. “Rappresentiamo l’urgenza che la Commissione provveda a livellare gli obblighi, ed ordini a Google di seguire le stesse regole, esattamente come i suoi competitor“, ha scritto Robert Quinn, senior VP dell’ufficio affari legali di AT&T.
Tutto ciò perché Google – racconta MacWorld – sistematicamente bloccherebbe le chiamate provenienti da alcuni dei propri utenti verso alcune aree. Tale pratica, secondo AT&T, ridurrebbe i suoi costi di terminazione producendo un illegittimo vantaggio.
Peccato che AT&T dimentichi un dettaglio importante: Google non è (almeno per ora) un operatore telefonico nel vero senso della parola. La risposta da Mountain View, infatti, non ha tardato ad arrivare: “I principi di FCC riguardanti la Internet aperta si applicano solo ai comportamenti dei provider Internet e non a chi ha creato delle applicazioni software basate sul Web”, ha scritto Richard Witt, consigliere di Google. “Anche se la FCC non ha alcuna giurisdizione in materia di funzionamento delle applicazioni software, AT&T sembra proprio voglia approfittare dei meccanismi di legge per minacciare la competizione e l’innovazione basata sul Web”, conclude il funzionario di Google.
Dunque, una minaccia piuttosto pretestuosa, la cui pretestuosità ricorda molto quella a cui sono purtroppo aduse molte realtà nostrane. Ma non è affatto sfuggita ad osservatori attenti come Freepress: “La lettera di AT&T alla FCC è fuorviante (red herring, ndB): sembra piuttosto un’acrobazia mirata a distogliere l’attenzione dall’importante lavoro che la FCC ha iniziato, nell’occuparsi di Neutralità della Rete”, ha scritto Freepress in un velenoso comunicato. Chi segue queste pagine, ricorderà infatti che FCC si sta attivamente adoperando proprio in direzione di una Rete aperta e neutrale.
Purtroppo, la lettura di simili notizie dall’interno del Bel Paese non fa che allontanare ulteriormente quel giorno in cui, forse, Google riuscirà a siglare accordi con gli operatori locali per l’impiego di Google Voice anche in Italia.
Marco Valerio Principato














