Google alza la serranda. Anche in Italia

La Redazione
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Pubblicato il: 04/05/2011
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Apre in Beta il portale di Google dedicato allo shopping, anche in Italia. Sfrutta i meccanismi tipici di Google, è collegabile con AdWords e per il momento è gratuito. I dettagli per commercianti e utenti

Roma - È partita in Beta la versione italiana di Google Shopping, il portale di BigG mirato a favorire l’interazione tra commercio e utenza sul Web.

Scopo del portale è la ricerca di informazioni su articoli di proprio interesse, confronto tra prezzi e individuazione degli online store presso cui acquistare. La ricerca avviene, come di consueto, con la tecnica classica di Google ossia il ben noto box di ricerca, nella pagina appositamente predisposta.

Per chi vende il vantaggio è rappresentato dalla possibilità di sfruttare il Merchant Center, un’apposita area predisposta da Google per dare spazio ai commercianti e far sfruttare loro traffico già pre-selezionato.

La Home Page di Google Shopping: semplice e pulita, nel tipico stile Google (click per ingrandire)

La Home Page di Google Shopping: semplice e pulita, nel tipico stile Google (click per ingrandire)

La coordinatrice di Google Shopping, Amy Gepfert, ha dichiarato che grazie al nuovo servizio gli utenti “possono consultare un’ampia gamma di prodotti offerti dai diversi commercianti e di affinare i risultati ottenuti dalla ricerca per individuare la migliore offerta prima di utilizzare la vendita online”.

Inoltre, grazie alle Estensioni di Prodotto AdWords, i commercianti possono pubblicizzare i propri prodotti in maniera ancora più mirata. Si possono così automatizzare le presentazioni di annunci e presentarle nelle pagine dove questi risultino più probabili a essere di interesse, grazie al motore di contestualizzazione.

Al momento il servizio è gratuito sia per i commercianti che per gli utenti. In cambio, neanche a dirlo, Google ricava altri dati su preferenze, scelte e interessi. Che andranno ad arricchire l’abnorme quantità di dati di cui già dispone ma – ormai si sa – oggi va così. C’è solo da sperare in una accurata aggregazione di tali dati, così che facciano statistica pur restando, in certo qual modo, “anonimi”.


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