Libero.it: fuori da Wind ci sono advertising e cloud computing
Libero.it si emancipa da Wind e punta al business dell’internet advertising. Dalla sua parte i numeri di un bacino di utenza che costituisce la più ampia internet community italiana
Milano - 180 dipendenti, 5 sedi, un fatturato 2010 pari a 55 milioni di euro. Con questi numeri, le attività che fanno capo a Libero.it (il famoso portale e l’ISP ITNet) escono definitivamente dall’orbita di Wind per confluire direttamente sotto le ali della Weather Investments II che fa capo a Naguib Sawiris.
I risultati della preannunciata operazione di scorporo dall’azienda di telecomunicazioni – che ora è parte del colosso russo Vimpelcom – sono stati presentati ieri in una conferenza stampa tenuta dall’amministratore delegato Antonio Converti, che, annunciando l’emancipazione del ramo d’azienda, ha illustrato gli obiettivi della nuova realtà: “la conquista della leadership sul mercato italiano della pubblicità online” e lo sviluppo di “un nuovo mercato di servizi al consumatore e alle aziende, basato su tecnologie di cloud computing“.
“Il nuovo scenario dei dispositivi mobili – smartphone e tablet – renderà questo tipo di servizi necessari sia per le attività consumer sia per quelle business” ha precisato Converti, aggiungendo che “Libero, in quanto fornitore leader di posta elettronica, servizio basato su queste tecnologie, è in posizione privilegiata per conquistare un posto di rilievo anche in questo nuovo mercato”.
Nato nella prima metà degli anni ’90 come IOL – Italia OnLine – il portale compare sul web per guidare la navigazione in Internet degli utenti del nuovo ISP ed offrire loro assistenza nelle operazioni di configurazione delle e-mail. Dal 1996 ospita sulle sue pagine Arianna, un motore di ricerca sviluppato in collaborazione con Olivetti e l’Università degli Studi di Pisa. Nel corso dell’anno successivo, tutta l’attività viene acquisita da Infostrada, la community cresciuta intorno a IOL viene trasformata in Digiland. Nel 2002, Infostrada viene acquisita da Wind e Libero (brand utilizzato a suo tempo anche per altri servizi) prende vita come portale che ingloba in se’ le già esistenti realtà di Italia OnLine e InWind.
Ad oggi Libero, con oltre otto milioni di utenti registrati per il servizio di posta elettronica e una media mensile di dodici milioni di visitatori unici può essere considerato la più ampia internet community italiana. Un bacino di utenza interessante proprio per gli obiettivi di business prefigurati da Converti: “Il mercato pubblicitario internet vede in testa il Regno Unito con il 29% della raccolta, seguito dalla Germania con il 18% e la Francia il 16%. L’Italia rimane fanalino di coda con l’8% ma ci sono piccoli segnali di ottimismo che ci fanno sperare di poter raggiungere almeno la Francia in breve tempo”.
L’operazione è una svolta rivoluzionaria per Libero che, da costola di un operatore di telecomunicazioni, si trasforma per assumere ora il ruolo di protagonista del mercato della pubblicità online, forte della vastità di una community a cui intende servire un bouquet di servizi sempre più variegato ed eterogeneo.
In quest’ottica non vanno dimenticate, infatti, le partnership strategiche siglate nelle scorse settimane, come l’accordo di collaborazione sottoscritto con Beintoo, che spinge Libero verso il social gaming, e quello con Yahoo! che gli consente di proporre ai propri utenti nuovi servizi e contenuti informativi. Per mantenere il proprio pubblico, attirare l’intreresse di nuovi internauti e consolidarsi nella sua nuova veste.
Dario Bonacina




































Si va bene, la storia di Libero è interessante e fa piacere ricordarla ma intanto quelli hanno tagliato il server delle news di libero (powernews.libero.it). Un altro pezzo di storia se ne va.
Io ho dovuto comprare per 10 euro annuali il servizio dall’Usenet service provider individual.net. I newsgroup sono sempre i più negletti.