Cisco, è il momento dei sacrifici
Pur mantenendo la propria leadership nel mercato, l’azienda subisce la crescita di competitor come HP e Juniper e si vede costretta al taglio dei costi fissi: nel mirino finiscono 10mila dipendenti
Roma – Il mercato è vivace, la concorrenza incalza, stockholder e stakeholder premono: per Cisco Systems, leader nel settore degli apparati per il networking, è tempo di ristrutturazione e questo si concretizza in un progetto di ridimensionamento che passa – anche – per le risorse umane, coinvolgendo 10mila dipendenti.
Il produttore di San Josè mantiene saldamente la prima posizione sul mercato e non versa in particolari difficoltà, ma ha registrato negli ultimi tempi una significativa riduzione delle proprie quote di mercato – a vantaggio di competitor agguerriti come HP e Juniper Networks - che ha motivato l’amministratore delegato John Chambers a disegnare un nuovo scenario per l’azienda che guida.
Nel mirino del progetto c’è una drastica riduzione dei costi fissi in direzione della forza lavoro e i numeri trapelati nelle scorse ore parlano del licenziamento di 7mila dipendenti entro il prossimo mese di agosto, a cui potrebbe far seguito un’operazione di incentivo all’esodo per altre 3mila persone, a gran parte dei quali sarà proposta l’opzione del prepensionamento, corroborato da un anno di stipendio e di copertura assicurativa per le spese sanitarie.
Il valore di questi tagli è stato stimato in un risparmio pari a un miliardo di dollari. Oltre a questa scelta di sacrificio – che al momento non è suffragata da alcuna conferma ufficiale, in attesa della presentazione dei risultati trimestrali – saranno probabilmente prese altre decisioni di carattere produttivo e commerciale: Cisco potrebbe infatti pensare di controbilanciare l’attuale trend negativo con strategie volte a rafforzare la propria presenza nel mercato delle soluzioni consumer, in cui è presente con il brand Lynksis.



































