Sony, Hitachi e Toshiba, insieme per i display

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 05/09/2011
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Sotto l’egida di Innovation Network Corporation of Japan si crea un polo produttivo di display medio/piccoli, con l’unione delle tre aziende. Fortemente sponsorizzata dal governo, la partnership partirà in primavera

Roma – Proprio alla fine di agosto, esattamente il 31, un accordo (PDF) di notevole portata vede unirsi tra loro tre grandi costruttori di display: Sony, Toshiba e Hitachi convergeranno i propri rispettivi segmenti di business, facendoli confluire in Innovation Network Corporation of Japan (INCJ).

Ne potrebbe derivare il più grosso costruttore unico mondiale di display per smartphone, videocamere e accessori, con un segmento di mercato del 22 per cento in tutto il settore dei display medio/piccoli, si apprende dal Dealbook del New York Times.

Il nuovo progetto di INCJ investirà 200 milioni di Yen (2.6 miliardi di dollari) nella nuova realtà con una partecipazione del 70 per cento. Il restante 30 per cento sarà equamente suddiviso tra le tre aziende partecipanti.

L’iniziativa rispecchia il tradizionale incoraggiamento del governo giapponese, che ha sempre spinto i costruttori nazionali a crescere il più possibile in quei mercati globali dove è più forte la concorrenza di giganti come Samsung (Corea) che nel frattempo ha visto ulteriore crescita. L’unica “remora” del governo è costituita dalla reticenza a investire in business di durata imprevedibile mentre compie sforzi per pareggiare il proprio debito pubblico.

Nello specifico, però, l’accordo è strategico. Il mercato dei display medi/piccoli è in autentica esplosione: secondo DisplaySearch, le vendite di settore occuperanno quest’anno il 22 per cento del mercato, pari a un fatturato di 24 miliardi di dollari.

I derivanti prodotti saranno dunque marchiati Japan Display, il nome del business i cui manager saranno assunti facendoli transitare dai settori specifici delle tre aziende iniziali. L’attività, secondo la nota stampa, dovrebbe potersi avviare in concreto la prossima primavera: obiettivo è una crescita del fatturato, che si vorrebbe portare a 750 milioni di Yen (9.8 miliardi di dollari) – continua il Times – dagli attuali 570 (7.4 miliardi di dollari) delle tre aziende sommate tra loro.

Naturalmente c’è da superare un “esame”, quello dell’Antitrust giapponese, un ostacolo però che non preoccupa, vista la posizione delle autorità.

Innovation Network Corporation, posseduta dallo stato per il 90 per cento, fin dal 2009 aiuta le aziende giapponesi a fare acquisizioni all’estero e investe in nuove attività scegliendole tra le più promettenti nel settore manifatturiero e new energy. Quest’anno – precisa il Times – ha finanziato con il 33.3 per cento di quote la prima linea aerea low-cost giapponese, una joint venture tra tutte le aerolinee nipponiche e un finanziamento proveniente da Hong Kong.

Le prospettive sono dunque particolarmente interessanti, specie considerando che le tre aziende, nel loro singolo, hanno un po’ tutte visto cadere i profitti in quello specifico settore.


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