Telefonia fissa, cambiare operatore NON deve costare

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 17/01/2013
Commenti 1 commento | Permalink

In gennaio e febbraio scadono molte delle offerte presentate due anni fa dagli operatori. Se state cambiando, occhio ai “costi di migrazione”: Altroconsumo ricorda che non sono dovuti.

Roma – Intendete cambiare operatore di telefonia fissa e vi chiedono un “Importo per dismissione” oppure un “corrispettivo per recesso anticipato”? Occhi aperti: secondo Altroconsumo, la battagliera associazione consumatori molto attiva nel campo, sono importi assolutamente incongrui e, in linea di massima, non dovuti.

Si tratterebbe di un vero e proprio abuso: gli operatori, messi alle strette dai clienti che eventualmente desiderano la migrazione (o portabilità), chiedono dei costicontributi di disattivazione che secondo la legge Bersani del 2007 non sarebbero dovuti. Le linee guida pubblicate dall’Agcom, oltre a regolare il trasporto del credito residuo, stabiliscono che “la facoltà di recesso (con l’eventuale trasferimento delle utenze telefoniche) può essere esercitata dall’utente in qualunque momento, con un preavviso massimo di soli 30 giorni”.

Cambio operatore, occhio ai costi.

Cambio operatore, occhio ai costi.

I sei maggiori operatori telefonici di rete fissa italiana, e cioè Fastweb, Infostrada, Telecom, Teletu, Tiscali e Vodafone, sono stati tutti oggetto di ricorso da parte di Altroconsumo, che ha inviato all’Agcom altrettante segnalazioni di infrazione in quanto tutti hanno chiesto ai propri clienti cifre variabili tra i 40 euro da Vodafone ai 107,69 euro da Tiscali. Telecom Italia ne chiede 60,50 nel caso si receda nel primo anno di contratto.

E secondo l’associazione, è inutile che gli operatori si abbandonino a fantasiosi nomi in fattura per etichettare la riscossione di tali importi: sempre illegittimi sono. Al punto che Altroconsumo invita tutti i clienti, qualora riscontrassero tali addebiti, a segnalare sul suo sito nell’apposita pagina predisposta quanto accade, oppure, nel caso fosse necessario, anche mediante il numero di fax 06/69644926.

Estote parati, dunque: se siete in procinto (come chi scrive, qualora le offerte a suo tempo sottoscritte e ora in scadenza dessero luogo a tali addebiti) di cambiare operatore, occhio alle fatture conclusive, bloccare le domiciliazioni in banca in via preventiva prima di richiedere la migrazione e segnalare immediatamente ad Altroconsumo quanto sta capitando.

Marco Valerio Principato

Sull'autore:

Marco Valerio Principato (1875 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureando in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.



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Sezione in lettura: Mercati

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  1. Andrea A scrive:

    Ancora tutte le compagnie in caso di cambio operatore applicano questa ridicola tassa di 40 euro. ho contattato sia telecom che fastweb e sia per chiudere una linea che per trasferirla col numero chiedono soldi.vergogna




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