BlackBerry, stop allo Z10 in Giappone

La Redazione
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Pubblicato il: 08/02/2013
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BlackBerry, pur mantenendo il supporto per i clienti esistenti, per il momento sospende le vendite in Giappone: «non abbiamo tempo di adattare il software», spiega l’azienda.

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Giappone (National Geographic)
Giappone (National Geographic)
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Roma – BlackBerry, costruttore del neo-smartphone Z10 ed ex Research In Motion, ha deciso di fermare le vendite del nuovo smartphone in Giappone. Motivo: non c’è tempo per adattare il software, c’è altro da fare e, in definitiva, il paese è per l’azienda un “mercato secondario”.

L’affermazione, che per molti versi può apparire una affermazione-shock, è arrivata questa notte tramite una breve nota di Reuters che, a sua volta, riprende Nikkei. La notizia è stata poi confermataEnGadget da un portavoce dell’azienda e ripresa da altri media.

I clienti delle precedenti versioni non hanno nulla da temere: BlackBerry continuerà a supportarli.  Stando a quanto i principali osservatori rilevano, tra le ragioni di questa rapida inversione a U ci sarebbe anche il valore azionario nella borsa di quel mercato, di cui ora occuperebbe solo lo 0,3 per cento.

Prima di fare ulteriori considerazioni, tuttavia, è bene rilevare che le attenzioni dell’azienda, concentrate (com’è ovvio) sui mercati più promettenti, hanno già iniziato a dare risultati degni di nota: il lancio in Gran Bretagna dello Z10, nel solo negozio Carphone Warehouse, ha fatto registrare il tutto esaurito nell’arco di mezz’ora e in Canada ben venti esercizi, interpellati fra le tre e le cinque del pomeriggio del giorno del lancio, avevano finito le scorte.

Secondo quanto afferma l’AD di BlackBerry, Thorsten Heins, il lancio in UK e Canada “è stato migliore di oltre il 50 per cento rispetto a qualsiasi altro lancio nella nostra storia in Canada. In Gran Bretagna abbiamo riscontrato quasi tre volte la nostra migliore performance mai realizzata nella prima settimana di vendite di uno smartphone BlackBerry”.

A questo si deve aggiungere che BlackBerry 10 OS, come fa notare CrackBerry, comprende il supporto a 33 diverse lingue, incluso giapponese. Non si tratta, quindi, di una nuova implementazione, ma di un perfezionamento al supporto esistente, un’operazione che, come ben sanno gli sviluppatori, richiede molto tempo, investimenti e consulenze  in analisi linguistiche.

Dunque, non deve troppo sorprendere una simile decisione da parte di BlackBerry. La diffusione e il ristabilirsi sul mercato puntando a una posizione di leadership, sia pure non assoluta (i competitor, iOS di Apple e Android di Google, lo ricordiamo, sono molto forti) richiedono estrema concentrazione di sforzi e il consiglio di amministrazione potrebbe aver preso questa decisione – peraltro temporanea – proprio per non “sottrarre energie” dai bersagli principali.

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