ADSL e telefonia flat: quale operatore è più conveniente?

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
Di
Pubblicato il: 27/02/2009
Commenti 6 commenti | Permalink

Uno sguardo attento alle offerte Internet e telefono tutto flat, di 6 operatori tra i più conosciuti, per scoprire che il monopolio ancora esiste, eccome. E prendere più serenamente una decisione

Roma – Esaminando con un minimo di attenzione i principali fornitori di connettività Internet e telefonica, emerge un dato preoccupante: o hanno fatto cartello, o il monopolio de facto di Telecom Italia non è per nulla sparito, anzi, si è solo disperso in offerte di «marca» diversa, ma di sostanza identica.

Tabellina? Poco più avanti: anzi, corredata anche di grafico, che aiuterà a capire meglio come muoversi. L’offerta di riferimento che si prende a base di un ipotetico «desiderio utente» è quella di avere:

  • ADSL assolutamente flat, velocità minima di mercato;
  • Servizio telefonico di rete fissa, con tariffa per chiamate urbane e interurbane completamente flat.

Tra i nomi, sono stati scelti i più noti, quelli continuamente oggetto di ricerca – come si può constatare utilizzando Google Insights for Search – e che più o meno tutti conoscono. Tutte le offerte, chi più chi meno, hanno un periodo promozionale che dalla data di sottoscrizione del contratto si prolunga fino all’estate, per poi riassumere il prezzo «di targa», ovvero:

Provider  Offerta  Prezzo in promozione  Prezzo standard 
Telecom Italia Alice Tutto Incluso  € 22,95/mese  € 33,95/mese 
Fastweb Internet e Telefono senza limiti  € 9,90/mese € 44,80/mese 
Wind/Infostrada Tutto Incluso € 19,98/mese € 39,95/mese 
Tiscali Telefono + ADSL 8 Mega  € 10,00/mese € 29,90/mese 
Tele2 Tutto Compreso € 0,00/mese € 38,90/mese
Vodafone Vodafone Casa € 39,00/mese € 39,00/mese
    Media: € 37,75/mese

Osservare ora il grafico dei costi sulla destra. Già a occhio si vede che il costo dei periodi promozionali varia anche di molto: addirittura, quello di Tele 2 è zero, e potrebbe attirare l’attenzione rispetto a tutti gli altri.

Costi dei gestori presi in considerazione

Costi dei gestori presi in considerazione

Occorre però ricordare che Tele 2, a ottobre del 2007, è stata acquisita da Vodafone: dunque, ciò che viene «perso» nella parte promozionale iniziale dell’offerta Tele 2 viene recuperato da Vodafone che, come si può osservare, è l’unica a non praticare alcuno sconto promozionale iniziale. Dividendo per due, è come se entrambe avessero presentato un periodo promozionale iniziale di 20 Euro ciascuna, dunque allineato a Wind/Infostrada e Telecom Italia.

Diverse dalla media restano solo Tiscali e Fastweb, e ci sono ovviamente le ragioni.

Fastweb propone un periodo iniziale allettante perché la quota mensile successiva è la più alta di tutte. Ma non va dimenticato che Fastweb:

  • è oggi il provider che offre connettività tra le più veloci, dove per veloci si intende sempre prossime al limite superiore della velocità di downlink fissata contrattualmente;
  • è l’unico provider che veicola i propri clienti su di una rete privata a tutti gli effetti, il che gli consente di gestirne al meglio velocità, riservatezza e qualità del servizio telefonico (che, lo ricordiamo, è fornito in tecnologia VoIP come tutti gli altri, ad eccezione di Telecom Italia sulla linea fisica di fornitura);
  • è l’unico provider che, dove non presenzia in centrale con proprie apparecchiature, acquista da Telecom Italia pacchetti di raccolta utenze ADSL con banda garantita molto più elevata e velocità massima coincidente con quella di distribuzione, anche al fine di garantire il recapito di servizi critici eventualmente richiesti in seguito dal cliente (come la TV), senza per questo fronteggiare spese intermedie di upgrade di banda.

Rispetto, dunque, alla media del costo (poco meno di 38 Euro al mese), circa 7 Euro in più valgono bene un servizio di livello qualitativo non certo classificabile come eccellente, ma nettamente più alto della media.

Tiscali, viceversa, salvo in Sardegna e in poche altre zone, è molto meno presente nelle centrali, dunque sfrutta spesso la raccolta utenze ADSL da Telecom Italia. Non guarda i parametri di linea con la stessa attenzione di Fastweb, dunque accetta quasi sempre il «pacchetto di raccolta» così come viene proposto da Telecom Italia, con un lieve incremento di velocità di consegna (8 Megabit anziché 7) ma nessun particolare vincolo per il traffico, ad eccezione del QoS (Quality Of Service) minimo, indispensabile per un recapito efficace del VoIP, assieme al minimo di banda garantita quasi sempre circoscritta, però, al protocollo RTP (quello che interessa l’audio delle conversazioni telefoniche vocali).

Il prezzo inferiore che pratica, dunque, è solo dovuto alle migliori condizioni economiche che riesce a spuntare da Telecom Italia perché acquista pacchetti numericamente molto consistenti.

A questo punto il quadro è chiaro. Di fatto, la stragrande maggioranza del traffico ADSL (tranne nelle metropoli dove, in genere, in centrale i gestori tendono ad arrivarci «di persona») viene distribuito all’utenza finale tramite Telecom Italia, che non fa altro che locare le proprie apparecchiature di distribuzione ADSL (i famosi DSLAM) ai provider e vendere loro traffico e banda in funzione di quanto pagano.

Dunque:

  • fondamentalmente, il prezzo lo fa Telecom Italia, tenendo presente che gli altri provider, specie se non sono grandi, sono a loro volta connessi ad Internet tramite connessioni ad alta velocità collegate con le dorsali di Telecom Italia;
  • non esiste, in Italia, una vera e propria rete pubblica di telecomunicazioni completamente alternativa, che non interessi mai, in nessun punto, almeno qualche segmento fornito da Telecom Italia.

Pertanto si potrebbe concludere che, di fatto, il monopolio esiste ancora, vivo e vegeto, in buonissima salute. In salute così buona che produce gli stessi effetti di un vero e proprio cartello economico, pur non essendoci.  Come comportarsi, quindi, da utente finale all’atto della scelta? Si potrebbero prospettare quattro scenari:

  1. si vive in una metropoli, come Roma, Milano, Torino, Napoli e simili, oppure
  2. si vive in una realtà più piccola, inferiore ai 500mila abitanti, oppure
  3. si vive in una realtà molto piccola, dove l’unica ADSL attivabile è quella configurata come da Progetto Anti-Digital-Divide, oppure
  4. si vive in una realtà molto piccola dove nessun gestore è presente, neanche Telecom Italia, con nessun servizio ADSL. Sono queste le realtà più facili a candidarsi all’acquisizione di una Vodafone Station, che come tale promette il servizio anche dove non c’è ADSL. Ma in questo caso occorre prestare particolare attenzione, perché sono in agguato altre trappole: in proposito, leggere questo articolo, poi questo articolo ed eventualmente cercare qui sul sito altri contenuti correlati.

Nel primo caso, può avere senso scegliere un gestore diverso da Telecom Italia solo se si ha la matematica certezza che questo sia presente «in prima persona» nella centrale telefonica presso la quale sarà attestata la propria utenza. Riuscire a saperlo è molto difficile: Eutelia, ad esempio, mette a disposizione un servizio di verifica che sfruttando un numero telefonico «pilota» (es. quello di un vicino) precisa, alla fine dell’operazione, se la centrale di appartenenza è una «Centrale ULL Eutelia». In tal caso, abbonandosi, si è certi che in quella centrale i DSLAM e la relativa dorsale a cui sono connessi sono di Eutelia e non di Telecom Italia. Quasi nessun altro provider lo fa: per saperlo, o si ha un amico all’interno, o si perlustrano i dintorni della centrale alla ricerca di tombini il cui coperchio reca la scritta dell’operatore, oppure… avendone la capacità e la sfrontatezza necessarie, tramite social engineering.

Nel secondo caso, in realtà, ad essere clienti di altri provider invece di Telecom Italia non c’è assolutamente alcun vantaggio di carattere tecnico: il percorso di distribuzione è esattamente lo stesso, con la differenza che la «strada» da percorrere per «uscire» su Internet è più lunga, perché passa per il provider scelto per poi, in un modo o nell’altro, riattraversare almeno in parte Telecom Italia. L’unico vantaggio potrebbe essere rappresentato dal fatto che i piccoli provider, in alcuni casi, dispongono di un servizio clienti più «umano», a contatto diretto con l’azienda in carne ed ossa, e non tramite il solito call-center-muro-di-gomma (un caso del genere è rappresentato da Ehiweb, dove risponde esclusivamente personale interno all’azienda, facente parte dell’organico) . Tale scenario consente di non rapportarsi con Telecom Italia in caso di guasto, perché lo fa per contratto il piccolo provider: fermo restando che, in caso di recalcitranza da parte del gestore dominante a riparare il guasto, il piccolo provider più di tanto non può comunque fare, oltre a recedere dal contratto e rimborsare il cliente.

Nel terzo caso, il progetto consiste nell’installare nella centrale telefonica periferica uno o più mini-DSLAM, il cui lato utente offre 640 Kbps/256 Kbps, ma il cui lato rete è collegato alla più vicina centrale Telecom Italia non digital-divisa, mediante una linea dedicata HDSL a 2 Megabit/secondo (nella migliore delle ipotesi). Ogni mini-DSLAM serve da 50 a 100 utenti, dunque le prestazioni possono essere estremamente deludenti in presenza di più abbonamenti: bastano quattro utenze che scaricano a tutta forza, e il canale a 2 Megabit/secondo è bello e che saturo. In questo caso, il suggerimento è di evitare del tutto di abbonarsi: eventualmente, lasciarsi «cadere» nel quarto caso.

Nel quarto ed ultimo caso, a tutti gli effetti si tratta di aggirare l’ostacolo tramite un collegamento radio: leggere bene gli articoli proposti sopra per evitare sorprese. E non dimenticare che qualche alternativa inizia ad esserci, specie con provider come Unidata, che ha iniziato a distribuire connettività tramite WiFi.

La scelta, a questo punto, spetta al lettore, in funzione dello scenario in cui si trova: gli elementi fondamentali per operarla, in linea di massima, sono tutti spiegati in questa pagina. Va solo tenuto presente che qualsiasi decantata particolare qualità di un determinato abbonamento presso qualunque provider, in linea generale, non trova riscontro proprio perché il mezzo di fondo è sempre il medesimo. Un modo elegante per dire che il decantare quella qualità specifica è quasi certamente uno specchietto per le allodole, a meno che non corroborato da differenze di prezzo importanti.

Un ultimo avvertimento, qualora il gestore prescelto fosse Vodafone: leggere sempre attentamente le note. I minuti di Vodafone verso i fissi non sono illimitati. In genere non lo sono per nessun gestore, c’è sempre un tetto di minuti, anche se non lo precisa quasi mai nessuno. Lasciarsi andare a sei ore al giorno di conversazione comporterebbe quasi certamente un «tiro di freno a mano» da parte di qualsiasi gestore: ciò in quanto – da ricordare sempre – all’ingrosso non esiste alcuna formula telefonica flat. I provider acquistano pacchetti di dimensioni minutarie ben precise: finché il cliente non li supera, il provider guadagna, ma se il cliente li supera, il provider deve pagare la differenza e prima che ciò avvenga, si può star certi che bloccherà le chiamate in uscita.

Marco Valerio Principato

Sull'autore:

Marco Valerio Principato (1860 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureando in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.



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Commenti (locali)
  1. ale scrive:

    tiscali sicuro è il migliore

  2. La Redazione scrive:

    Preghiamo cortesemente di non inserire link e nomi palesemente indirizzati a generare traffico sul proprio sito, specie quando trattasi di siti non pertinenti.
    Grazie, La Redazione

  3. Anonimo (corretto dalla Redazione) scrive:

    io ho appena scelto Tiscali 20mega light. Per i primi 2 anni a 19,90, poi passa a 29,90- credo sia la più economica a questo punto…

  4. Articolo veramente ben costruito, completo.
    Grazie per queste dritte.

  5. maxapol scrive:

    Salve,
    C’e qualcuno che sa dirmi chi offre la possibilita’ di avere il maggior numero di linee, anche gestori estero, utilizzabili contemporaneamente a costo flat, anche senza collegamento internet.
    Grazie

  6. Luca Giannoni scrive:

    in riferimento all’articolo “ADSL e telefonia flat: quale operatore è più conveniente?” devo segnalare che in “Alice tutto incluso” il prezzo di 33€ non tiene conto del canone da pagare a Telecom e che fa salire il prezzo ad occhio e croce intorno ai 50€ mensili.
    Cordiali saluti

    Luca Giannoni