Niente iPhone, siamo giapponesi
Milano – È divenuto un oggetto del desiderio in molti Paesi del mondo, ha venduto milioni di esemplari e, insieme all’iPod, ha portato Apple ad una notorietà che, dal mondo dell’informatica, ha sconfinato in quello dei gadget che più cool non si può. Inutile negarlo: l’iPhone ha spopolato un po’ ovunque. Tranne in Giappone, dove viene letteralmente snobbato.
Brian X. Chen spiega sul blog Gadget Lab di Wired che, dal punto di vista del mercato nipponico, il touch-phone di Apple è tutto sbagliato, tutto da rifare. C’è solo l’imbarazzo della scelta, tra i motivi di cotanto insuccesso: i piani tariffari esosi (il più economico parte da circa 60 dollari/mese), le feature insoddisfacenti, la fotocamera di scarsa qualità, l’impossibilità di inviare MMS, il design arretrato e… l’origine non giapponese.

Un iPhone «giapponese», visto da Wired
Un flop che l’operatore telefonico Softbank spera di poter attenuare offrendo regalando un iPhone 3G da 8 GB a costo zero agli utenti che sottoscriveranno un piano in abbonamento per due anni dal canone mensile (ribassato) pari a circa 45 dollari.
Altri fattori di nipponico insuccesso, sottolineati da alcuni analisti: innanzitutto, molti giapponesi utilizzano uno smartphone per tutte le proprie esigenze di comunicazione e intrattenimento e non hanno necessità di avere computer o altri device. Chi utilizza un iPhone, invece, ha comunque bisogno di mantenere attivo un cordone ombelicale con il computer per la sincronizzazione di contenuti multimediali e gli aggiornamenti software via iTunes. E poi, a che serve un melafonino 3G a chi è già abituato a vedere cellulari che consentono di pagarsi un pranzo veloce da McDonald’s, di vedere oltre le pareti e pensano già al 4G?
Chi è rimasto a bocca aperta di fronte a questa notizia è, evidentemente, poco attento: per quanto riguarda il mercato del Sol Levante, infatti, il flop era stato ampiamente previsto. Già a giugno 2008, in un sondaggio di iShare e reso noto da WhatJapanThinks.com, l’appello di coloro che si dicevano interessati all’acquisto di un iPhone 3G dava risultati alquanto desolanti, evidenziando un misero indice di gradimento pari al 9% del campione intervistato. Un risultato che Softbank deve aver sottovalutato e con cui oggi si trova a dover fare i conti.
Dario Bonacina














