Yandex: 175 milioni per Auto.ru

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 16/06/2014
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Il «Google russo» si espande verso il mondo dell’advertising e affila le proprie armi. Profilazione anche dalla Russia?

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Il logo di Yandex
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Yandex, il celebre motore di ricerca russo (capacissimo di funzionare anche in inglese e altre quattro lingue, per ora), ha aperto il borsellino e ne ha estratto 175 milioni di dollari. Scopo: acquistare Auto.ru, un portale specializzato in informazioni e pubblicità in campo automobilistico.

Secondo i ben informati l’acquisizione sarà portata a compimento nel terzo trimestre fiscale. Si tratta di un portale con oltre 400mila annunci tra auto nuove, usate e parti di ricambio, ovviamente incuneato a fondo nel mondo dell’advertising.

L’acquisizione è un passo non indifferente se si calcola che Yandex, in Russia, ha il doppio della quota di mercato di Google e punta a organizzare il proprio business ben oltre la semplice ricerca online. Lo testimoniano gli ultimi due acquisti prima di questo: a gennaio si è aggiudicata la proprietà di Multiship, un sistema di consegne di pacchi, seguito da KinoPoisk (simile a IMDB ma in russo), per la modica cifra di 80 milioni. E queste sono solo le ultime.

Gli analisti sono convinti che quest’ultima acquisizione non porti chissà quali vantaggi: secondo Yandex, Auto.ru è la piattaforma leader nel suo genere ed il terzo sito più consultato in Russia nel settore, benché il più grande sito di annunci in assoluto sia Avito.ru, di proprietà della Naspers Ltd.

C’è da aspettarsi, in ogni caso, altre novità da Yandex: si provi, usando magari l’interfaccia in inglese, a eseguire ricerche di qualsiasi tipo e si noterà che è tutt’altro che un sistema di secondo piano, perfettamente capace di individuare (e indicizzare, sia pure con criteri prioritari diversi) contenuti in molte altre lingue. Incluso questo sito, che risulta tutt’altro che sconosciuto.

La Russia, d’altro canto, storicamente ha sempre trattato i propri confini in modo “elastico” e c’è da aspettarsi che in Rete faccia esattamente lo stesso. Basta ricordare con quanto dinamismo si è diffusa nel mondo la presenza di Telegram, programma di messaggistica “alternativo” a WhatsApp, nei cui confronti in ogni caso c’è da temere ugualmente per la privacy.

Pronti, dunque, per l’espansione del “Google russo”? Ormai è una moda, perciò presto avremo di che preoccuparci anche per la Russia circa la privacy: basta immaginare a cosa accadrebbe, per esempio, se Telegram siglasse un accordo con Yandex. O se, addirittura, fosse il suo prossimo acquisto.

Marco Valerio Principato

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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