Intel Atom, ora si fabbrica in outsourcing

Floriana Savoldi Maraini
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Pubblicato il: 04/03/2009
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Accordo storico in atto: Intel e Taiwan Semiconductor Manufacturing Company produrranno insieme. L’Atom e i nuovi System on Chip in outsourcing? Proprio così

Bologna – Martedì scorso Intel ha annunciato l’avvio di una singolare partnership: lavorerà a stretto contatto di gomito con Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) per produrre i suoi nuovi sistemi SoC (System on Chip) basati su Atom.

I chip verranno dunque costruiti proprio da TSMC, una delle maggiori aziende che a Taiwan produce ogni bene nel campo dei semiconduttori e i sistemi così prodotti – spiega The Register – potranno portare la compatibilità x86 nel mondo dei device a basso consumo.

Un’idea, rispetto al passato, rivoluzionaria: “Per arrivare a decidere di dare in outsourcing la fabbricazione di un prodotto di loro progettazione, siamo davanti ad un cambiamento monumentale del loro pensiero”, ha detto Patrick Wang, analista di Wedbush. “Intel potrebbe star sondando le acque con TSMC”.

L'interno del microprocessore ATOM / Photo credit: Intel

L'interno del microprocessore ATOM / Photo credit: Intel

Per effetto dell’accordo, Intel ha dunque in programma di inserire la sua CPU Atom sulle piattaforme tecnologiche di TSMC. A sua volta, quest’ultima avrà accesso a parte (e solo a parte) delle proprietà intellettuali di Intel. L’obbiettivo – chiarisce eWeek – è di espandere la penetrazione dell’Atom su un più ampio ventaglio di apparati, di cui alcuni è previsto affrontino il mercato nel 2010.

“Oggi siamo ad una pietra miliare nella collaborazione”, dice il presidente di TSMC, Rick Tsai, in una nota a margine di una presentazione. Tsai, insieme con il suo VP Sean Maloney, ha dichiarato che l’accordo consentirà  l’espansione di “reciproci interessi di mercato”, benché nessuna delle due industrie abbia chiarito con precisione quale sia il target o i target che intendono prendere di mira: “Chiaramente abbiamo in mente dei mercati, ma non possiamo per ora rivelarlo ai clienti”, ha sottolineato Maloney.

Non è difficile immaginare, tuttavia, che l’interesse possa comprendere proprio quei mercati emergenti dove Intel ha sinora avuto impatto relativo, come smartphone, palmari ed elettronica di consumo, ha lasciato capire Tsai.

Il gran capo di Intel, Paul Otellini, non è meno entusiasta e Jack Gold, analista, spiega che “Si tratta di un attacco frontale contro i microprocessori competitor, specialmente il processore «ARM»”. Secondo Gold, sarà una battaglia “aggressiva e non priva di sangue, ma con potenziali ritorni di proporzioni notevoli”. Più morbido il parere di Anand Chandrasekher, capo della divisione Ultra Mobility del colosso del silicio, secondo cui si tratta “collaborazione, non di capacità”.

Resta il fatto che Intel, nonostante la crisi, sembra più sveglia che mai, iperattiva, al punto che alcuni osservatori hanno ritenuto appropriati titoli come “Intel Inside Becomes Intel Everywhere” (Intel Dentro diventa Intel Ovunque).

Floriana Savoldi Maraini


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