Pubblicità e GPS, nuove alleanze

The New Blog Times
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 13/10/2014
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Pubblicità «geo-targettizzata» sul mondo mobile: questa la nuova idea di Facebook, pronta all’uso per gli inserzionisti più smart.

L’online advertising è un concetto da sempre permeato di globalità. Facebook non è dello stesso parere: la sua piattaforma pubblicitaria, tra l’altro recentemente rinnovata, si sta ora concentrando sulla c.d. local awareness, la “consapevolezza della posizione”. In altre parole, annunci presentati solo a utenti dislocati in una ben precisa zona, a distanza stabilita dall’inserzionista.

Funziona in modo molto semplice: l’inserzionista impiega gli abituali strumenti di creazione delle inserzioni in cui, però, trova ora l’apposito strumento di Local Awareness. Stabilito il punto geografico di erogazione dell’annuncio, indicherà al sistema le informazioni di targeting tra cui, appunto, il raggio entro cui desidera siano somministrati gli annunci. In tempo reale il sistema offrirà anche una stima del possibile pubblico raggiungibile.

La schermata di Local Awareness

La schermata di Local Awareness

Dalla sede Facebook ha sottolineato di aver ideato questo sistema con la privacy in mente, ricordando che agli inserzionisti non viene comunicato alcun dato personale e che, tra l’altro, sarà raggiungibile solo chi avrà lasciato attiva la funzione di geolocalizzazione nel proprio device.

Certo, viene da sorridere: con oltre il 70 per cento del mercato occupato da Android, le cui impostazioni predefinite – mai controllate dalla stragrande maggioranza – sono tali da far defluire pressoché qualsiasi informazione, posizione GPS compresa, non si comprende quale sia esattamente il concetto di privacy per una realtà come Facebook e meno ancora per una come Google.

Ma si sa: all’utilizzatore medio, quello “di massa” (ossia il target principale di Android), assolutamente non disposto a rinunciare ad alcuno dei suoi giochini, si può chiedere tutto e darà tutto. A qualsiasi costo. Con le solite risposte: “eh, lo so” (e allora se lo sai perché continui?), oppure “non ho nulla da nascondere” (tu no, ma i dati che hai nel tuo smartphone, che non sono tuoi ma di altri, hai l’autorizzazione a diffonderli?).

L’invasione silenziosa prosegue indisturbata…

Marco Valerio Principato

(fonte: Facebook)

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Marco Valerio Principato (2078 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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