Circuit City, ultimi saldi e si chiude
Londra – 567 magazzini di Circuit City, la popolare catena retail statunitense, proprio in queste ore stanno finendo di abbassare definitivamente le serrande, lasciando senza lavoro 30mila persone.

L'annuncio di chiusura sul sito di Circuit City
L’annuncio ufficiale iniziale era arrivato sul sito il 16 gennaio scorso e la corsa verso lo shutdown è stata inarrestabile: l’azienda, che ha presentato domanda ai sensi dell’ormai tristemente famoso Chapter 11 delle leggi statunitensi sulla bancarotta, non è riuscita a pervenire ad alcun accordo con creditori e fornitori e la fine è ormai definitiva.
“Siamo estremamente costernati da questo evento”, dice James Marcum, vice presidente, presidente pro-tempore e direttore. “L’azienda è stata al centro di sofferte vicende di negoziazione su una possibile transazione. Purtroppo per gli oltre 30mila impiegati di Circuit City e per la nostra affezionata clientela, non siamo riusciti a trovare un accordo”.
Sulla vicenda si intrattengono a lungo firme di rilievo dell’informazione, quali il Los Angeles Times e InternetNews.com. Il quotidiano californiano, in particolare, sottolinea come l’episodio in cui incorre Circuit City non sia l’unico, né il primo, né l’ultimo, in un panorama in verità non molto rassicurante. InternetNews.com, invece, racconta la storia della catena, evidenziando anche quegli aspetti legati al regime di concorrenza con cui si è dovuta confrontare, quale ad esempio quella di CompUSA o BestBuy.

Uno dei magazzini di Circuit City con il fatale striscione (Photo Credit: Ed Yourdon, Flickr)
In un primo momento la chiusura si sarebbe prospettata per il 14 marzo prossimo, ma secondo gli analisti già da tempo il destino della catena non poteva che essere questo. “Si è discusso molto quando inizialmente loro hanno comunicato che non volevano chiudere. Era già troppo tardi”, ha detto Marc Winthrop, esperto di Winthrop Couchot Professional Corp., azienda di consulenza specializzata di Newport Beach.
Alcuni, nonostante impazzi l’epoca del «tutto si fa online», sono perplessi sul sopravvento dell’acquisto tramite e-commerce. Eric Honanie di Los Angeles, 41 anni, addetto all’analisi della rispondenza alle norme di sicurezza, teme che l’evento scateni aumenti di prezzi nella concorrenza e ritiene che l’acquisto online non sia un’alternativa del tutto percorribile perché toglie l’esperienza dello shopping: “Mi piace uscire e guardare le cose (in vetrina o sugli scaffali, ndB). Quando si acquista online, si è limitati: con i generi di consumo elettronici, è anche una questione di tatto e sensazioni”.
Dunque, 8 marzo ultimo giorno e il marchio Circuit City scomparirà, dopo un’esistenza di quasi 60 anni. Segue video.
Sara Polizzi Anderson














