WhatSim: che modello di business è?

WhatSim: il proprio smartphone «in galera»?
WhatSim: il proprio smartphone «in galera»?
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 26/01/2015
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Un «non-modello» di business, che vende un «servizio di servizi», non sembra così entusiasmante sotto il profilo del marketing. E neppure molto pratico per l’uso.

Sicuramente l’Instant Messaging è un po’ il “re” di questo momento storico. Con WhatsApp assurto ormai al ruolo di antonomasia del medesimo, sembra quasi che se non ce l’hai non sei degno di vivere. Forse è solo su questo che si poggia l’idea di Manuel Zanella, che s’è inventato una SIM particolarissima: WhatSim, la SIM che permette di usare WhatsApp ovunque nel mondo, senza preoccuparsi del roaming.

Calma, calma. Non è la panacea. Così come non lo è WhatsApp, che con il recente lancio della sua versione Web sta tentando di accalappiare altra utenza, secondo la modesta opinione di chi scrive, con il piede sbagliato. Non è certo presentando la scritta «WhatsApp Web only works in Google Chrome» che ci si guadagna nuova stima, neppure accodandoci un «More browsers coming soon».

Non è necessario dilungarsi su un’analisi approfondita di come WhatSim si presenta: a questo riguardo è già presente un ottimo lavoro d’esame svolto da Dario Bonacina. Dalla lettura di quel pezzo si potrà concludere facilmente che esiste senz’altro una buona dose di polli potenzialmente inclini a usare un “non-servizio” del genere.

Tutti gli altri, coloro che usano WhatsApp più o meno intensamente e lo sfruttano – al netto, come dice Dario, di ogni considerazione sulla privacy – per quello che è, parrebbe piuttosto arduo possano accettare un modello di impiego così “sagomato”, che effettivamente potrebbe essere definito «una buona idea realizzata male», come dice Wired.it.

A questo bisogna aggiungere che alcuni articoli sul tema sono anche fuorvianti. Si prenda il titolo di Event Report: «Arriva la WhatSim, sim card per utilizzare WhatsApp all’estero senza connessione dati né wi-fi». Chi legge pensa di aver svoltato, salvo poi comprendere per bene tutte le condizioni di esercizio, come ha fatto Dario, e concludere che tutta questa gran pletora di vantaggi non c’è, tenuto conto che a) oggi gli operatori cellulari sono meno esosi di prima con il roaming e b) avendo anche un tetto piuttosto basso di dati da usare all’estero, se ci si limita a WhatsApp in linea di massima ce se la fa, specie senza inviare né foto, né video né messaggi vocali. E poi, altrove molto più che in Italia, c’è anche il Wi-Fi.

Un altro titolo “curioso” è quello di MondoBlackBerry: «WhatSim: un’idea vincente?». Ma come: un sito, il cui nome dice chiaramente di occuparsi di BlackBerry (e quindi di stare dalla parte del medesimo), che invece di “dire le cose come stanno” e spiegare perché l’uso di WhatsApp non ha niente da invidiare a strumenti che quella linea di smartphone possiede da molto prima della nascita di WhatsApp, quasi quasi vuol far capire che non è poi così male? Ma di cosa parliamo?

Andando al pratico: per usare WhatsSim, costi a parte, si dovrebbe possedere necessariamente uno smartphone a doppia SIM (oppure averne due, che in vacanza non è esattamente il massimo della comodità, specie se uno dei due è solo per WhatsApp). E in ogni caso si dovrebbe puntare la connettività dati alla WhatSim, impedendo così qualsiasi altro traffico. Inoltre bisogna chiedere a tutti i propri corrispondenti di memorizzare il numero della WhatSim (altrimenti WhatsApp non “dialoga”).

Con l'Hub messaggi di BlackBerry OS 10 tutti i sistemi di messaggistica sono gestiti in un unico luogo (click per ingrandire).

Con l’Hub messaggi di BlackBerry OS 10 tutti i sistemi di messaggistica sono gestiti in un unico luogo (click per ingrandire).

Francamente, parrebbe almeno poco pratico, tenuto conto che alcuni ad esempio adducono come “scusante” alla non-adozione di altre App di Instant Messaging il fatto che il verificare la presenza di messaggi su più di una di esse sia noioso.

E qui, francamente, chi scrive ha potuto far notare come tale noia sia perfettamente sconosciuta per chi utilizza BlackBerry OS 10: l’Hub messaggi di quel sistema, come ben sa chi lo usa, è un unico luogo centralizzato dove si ricevono e si inviano messaggi da tutti i sistemi di messaggistica installati (nel caso di chi scrive: WeChat, WhatsApp – benché interdetto alla rubrica -, tre account email, SMS, Facebook, Twitter, LinkedIn e qualche altra cosa, vedi immagine a lato).

Non occorre andare su ciascuno di essi: in alto (fuori foto) c’è la voce “Hub”, nella quale ci sono tutti e nell’elenco (in foto seminascosto sulla destra) la lista messaggi cambia: quando si è sulla voce “Hub” l’elenco è di tutte le App di Instant Messaging e di tutti gli account email, non solo di uno. Si apre il messaggio e si risponde, indipendentemente dalla fonte. Così dicasi per il luogo e le modalità di notifica, sempre uniche per tutti e distinte solo dall’icona tipica di ciascun servizio. Ciò rende del tutto indifferente messaggiare con l’uno o l’altro servizio, indipendentemente dal numero di servizi installati.

Alla luce di tutte queste considerazioni e di molte altre che pochi articoli veramente critici hanno messo in luce, parrebbe piuttosto difficile che WhatSim possa decollare: semplicemente, è un “non-modello” di business, trattandosi tra l’altro di un “servizio di servizi”, costrutto tanto incerto quanto quello del concetto di MVNO, sul quale in queste pagine si sono più volte espresse serie perplessità.

Ma a parlare saranno i titoli futuri e, soprattutto, i numeri.

Marco Valerio Principato

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Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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