Mozilla, quale futuro senza Google?

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La Redazione
Di La Redazione
Pubblicato il: 13/03/2009
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Roma – Mitchell Baker, presidente di Mozilla Foundation, analizza la concorrenza di Chrome: una scure che potrebbe abbattersi sul browser più usato dopo Internet Explorer. Quanto si potrà fare affidamento sui margini ricavati dall’accordo con Google?

Immaginare, per la Foundation, uno scenario senza Google è difficile. Gli accordi esistenti, primo tra tutti quello che consente a Firefox di presentare, come pagina iniziale di default, una pagina di ricerca personalizzata di Google, sono una fonte di sostentamento irrinunciabile.

Ma Google, dopo aver lanciato il proprio browser Chrome lo scorso anno, potrebbe semplicemente non avere più alcun interesse a rinnovare quel contratto, che scade nel 2011. Una circostanza tutt’altro che remota: “siamo fisicamente circondati da Google”, dice Michelle Baker a Business Week, che l’ha incontrata nei propri uffici. “Loro potrebbero interrompere il contratto, o decidere di non rinnovarlo”, spiega. E mentre illustra quale posizione potrebbe prendere il gigante, inizia a considerare le possibili alternative.

Secondo Ray Valdes, direttore ricerche di Gartner, all’aumentare dell’utenza di Chrome “Firefox ha bisogno di Google più di quanto Google abbia bisogno di Firefox”. Uno scenario che costringe a valutare ipotesi eventualmente analoghe verso alternative a Google.

L'accordo tra Mozilla e Google prevede, tra l'altro, questa pagina iniziale di default in Firefox

L'accordo tra Mozilla e Google prevede, tra l'altro, questa pagina iniziale di default in Firefox

Se di alternative si può parlare, l’ipotesi è dunque di “vendere” la medesima funzione ad un altro motore di ricerca, come Yahoo!, Live o Microsoft MSN. Ci sono però dei rischi in tutto questo: “è possibile che l’adoption rate (il “ritmo di adozione”, ndB) di Firefox diminuisca nel caso in cui l’utente si veda cacciare in gola Microsoft o Yahoo!” piuttosto che l’abituale Google, spiega John Battelle.

Potranno certamente venire in aiuto altri segmenti in cui la Foundation si è già attivata, come ad esempio quello di Fennec, il browser Made in Mozilla per cellulari, oppure quello dei plugin, su cui diversi osservatori hanno intravisto la possibilità di un futuro (prossimo) business.

Tagliare i ponti con Firefox, tuttavia, secondo Mitchell Baker non è un passo prudente neanche per lo stesso Google: attraverso il browser di Mozilla, Google ha la strada spianata nella concorrenza front to front con Internet Explorer, con quote che Chrome difficilmente potrà ottenere nel breve termine, almeno fin quando le sue funzionalità e, soprattutto, la sua flessibilità non siano all’altezza di competere direttamente con Firefox.

Google, peraltro, si dimostra «leale»: con la massima schiettezza ammette che “ovviamente noi ora siamo nel mondo dei browser, ma restiamo grandi sostenitori di Firefox”, ha detto a Business Week Eitan Bencuya, portavoce del motorone di ricerca. “È Mozilla che ha saputo tirar fuori le maggiori innovazioni viste negli ultimi anni nei browser”.

Quindi, c’è da star tranquilli per il futuro della Foundation? Impossibile dirlo con certezza: nell’epoca del Web 2.0 tutto cambia così rapidamente che anche la più accademica, la più scientifica delle previsioni deve fare i conti con l’imprevisto dietro l’angolo. Dunque, ai netizen l’ardua sentenza: saranno, ancora una volta, i loro click a decidere.

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