Apple e Samsung: da nemici ad amici. Di nuovo

Fine del «braccio di ferro»...
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Pubblicato il: 08/05/2015
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Dopo anni di battaglie legali, i due giganti dell’elettronica di consumo si sono uniti, portando in «dote» un know-how che fa già tremare la concorrenza.

Roma – Pochi giorni fa Apple e Samsung hanno siglato un accordo di partnership, con cui il gigante coreano stanzia 14 miliardi di dollari per i nuovi impianti e le attrezzature che ospiteranno, tra l’altro, il suo nuovo grande cliente, Apple, sempre alla ricerca un chip maker per i processori dei suoi iPhone.

Tutto è partito dalla notizia di un possibile disgelo, per voce del CEO Tim Cook, tra la sua Apple e la coreana Samsung, durante lo scorso agosto. Fino ad allora i due colossi erano intenti ad incontrarsi solamente nei tribunali, per una cinquantina di azioni legali (di cui alcune tuttora aperte), in circa una decina di Paesi nel mondo.

Dalla fine della scorsa estate però sono ricominciati i dialoghi civili, che ora stanno dando i primi risultati concreti, a scapito di tutti quei concorrenti sia assemblatori di dispositivi sia produttori dei più piccoli componenti al loro interno. Un quadro generale della situazione attuale del mercato renderà più facile comprendere come mai questa unione faccia così paura.

Innanzitutto, a quanto pare Apple rimane un brand solidissimo. Infatti, guardando l’andamento del trimestre chiusosi a marzo scorso, le vendite dei singoli dispositivi si attestano a 61,17 milioni per gli iPhone; inoltre i risultati ottenuti nelle macro aree mostrano crescite notevoli sia sul mercato americano e, soprattutto, su quello cinese, in cui è stato registrato un +71% a 16,82 miliardi di dollari.

Numeri davvero invidiabili per qualsiasi azienda, anche per Samsung che, nonostante possa contare su una ramificazione molto forte in vari settori manifatturieri, non riesce ancora a prendere le distanze dai rivali nel campo dell’elettronica di consumo ed in particolare degli smartphone.

La casa sudcoreana, per ora, è di nuovo in testa alla classifica mondiale delle vendite di questi dispositivi, una posizione che deteneva dal 2011, ma che gli era stata soffiata proprio da Apple negli ultimi tre mesi del 2014. Da Gennaio a Marzo Samsung ha venduto 83,2 milioni di smartphone, sufficienti a ottenere una quota di mercato del 24%.

Ora è possibile comprendere che tipo di dote possano condividere Apple e Samsung, per sbaragliare una concorrenza che dovrà davvero correre ai ripari per sopravvivere.

Per iniziare, la Taiwan Semiconductor Manufacturing (TSMC), la più grande fabbrica indipendente di semiconduttori al mondo con sede a Taiwan, che ha prodotto il chip principale (c.d. “Apple A8”) per le versioni precedenti di iPhone, ha recentemente annunciato importanti tagli alle spese.

Poi c’è Qualcomm: dopo il fallimento di Snapdragon 810, realizzato dalla suddetta TSMC, starebbe pensando di unirsi al “nemico”, affidando proprio a Samsung e al suo processo produttivo a 14 nm la realizzazione di Snapdragon 820, anche dopo essere stata abbandonata dalla casa coreana, la quale ha adottato il chip proprietario “Exynos” nei nuovissimi Galaxy S6 e S6 Edge. Mosse simili sono attese da parte di NVIDIA e MediaTek.

Un altro probabile “perdente” è SanDisk. L’azienda, che produce circuiti integrati di memoria per iPhone, iPad e Mac, ha rilasciato una previsione di prezzi più bassi, ritardi di produzione e perdita di clienti. Apple sarà uno di quei clienti, che si è rivolta a Samsung per le unità flash utilizzate in molti modelli di Mac più recenti. La società di Cupertino è stata di gran lunga la più grande cliente di SanDisk, contribuendo al 19% delle entrate dell’azienda, secondo i dati di Bloomberg.

La dipendenza di SanDisk da Apple e, la ricaduta conseguente, potrebbe essere un allarme per le aziende del settore che hanno rapporti simili con il gigante tecnologico americano. Stiamo parlando di importanti società come: Micron Technology, SK Hynix, AU Optronics; specializzate in semiconduttori, memorie flash e display ad altissima definizione, rispettivamente.

Che per il progresso si debbano fare delle scelte difficili è ormai noto, ma un’unione del genere creerebbe un duopolio con risultati catastrofici per l’immenso indotto, visto che se milioni di persone si ritrovassero senza un lavoro, difficilmente penserebbero di comprarsi un nuovo dispositivo, Apple o Samsung che sia: in fin dei conti, quegli stessi milioni di persone sono parte del mercato di riferimento.

Non resta che attendere, tenendo d’occhio gli annunci anche “tra le righe”.


Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


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