Windows 10? Non alimenterà più le vendite dei PC

Questo scenario preoccupa molto gli OEM.
Questo scenario preoccupa molto gli OEM.
La Redazione
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Pubblicato il: 12/06/2015
Commenti 2 commenti | Permalink

Le condizioni di mercato sono cambiate: non è più ragionevole attendersi che l’ormai prossimo arrivo di Windows 10 alimenti le vendite di nuovi PC. Lo scenario e qualche dato.

Roma – L’epoca del paradigma «nuovo sistema operativo, nuovo PC» è finita. Con l’arrivo di Windows 10 (il 29 luglio prossimo e, sostanzialmente, come upgrade gratuito) quelle aziende OEM che, in passato, speravano in un guizzo verso l’alto del grafico delle vendite, molto probabilmente questa volta resteranno con l’amaro in bocca.

Gli scenari sono cambiati e la responsabilità è di Windows 8, una release di Windows che la gente ha largamente ignorato per vari ordini di ragioni: innanzi tutto perché ha improvvisamente introdotto una nuova interfaccia utente che nessuno si aspettava, concepita più per un tablet che per un PC. In secondo luogo perché, almeno nelle prime versioni, era praticamente impossibile riottenere l’ormai consolidato pulsante “Start” a cui la gente era abituata. Poi con la versione 8.1 qualcosa in più è stato fatto, ma sempre poco per una clientela che, se era (ed è ancor oggi, in certi casi) abbarbicata a Windows XP e ce ne è voluta per farla passare a Windows 7, oggi che quest’ultimo è in una fase di piena maturità, di eccellente funzionalità e universalità, consolidato e affidabile, è ancor più difficile far mollare la presa.

Sotto il profilo hardware è accaduto che, in pratica, quasi nessuno ha “ceduto alle lusinghe” di Windows 8 e 8.1, sicché chi lo ha adottato è praticamente solo chi, dotato di un PC un po’ troppo datato, magari ancora buono per XP, appena sufficiente per i primi tempi di Windows 7, ma con tutti gli aggiornamenti rilasciati a quest’ultimo, diventato ormai vecchiotto, ha deciso per un nuovo PC e su questo, trovando Windows 8/8.1 preinstallato, lo ha impiegato.

Bisogna poi ricordare che durante la vita di Windows 7 c’è stata l’esplosione dei device mobili, dunque se prima il PC era l’unico modo per collegarsi alla Rete e accedere a informazioni, prodotti e servizi veicolati attraverso di essa, oggi non è più così: adesso vi è una varietà di device mobili, dal super-smartphone al phablet, dal tablet evoluto al superportatile ultraleggero e ultrapotente á la Apple-maniera, da aver relegato il PC ad un ruolo diverso. Certamente lo si collega alla Rete e vi si accede, ma lo scopo principale dell’impiego di un PC si è in certo qual modo “ristretto” alla produttività personale o business e all’accesso a risorse di Rete legate a quel modello di impiego.

Di conseguenza è assai difficile che Windows 10, di cui Microsoft spera di vedere un miliardo di installazioni (tra fisso e mobile) entro tre anni dall’inizio della distribuzione, possa produrre uno stimolo alla domanda di nuovi PC.

Per avere qualche cifra, l’analista e consulente Tim Bajarin ha sentito per PC Magazine diversi OEM e analizzato diverse statistiche. Rispetto al normale ciclo di rinnovo di due-tre anni (mercato consumer) e tre-quattro anni (mercato business), è previsto che le vendite di PC del 2015 saranno del 3-4 per cento inferiori rispetto allo scorso anno, tenendo presente che già lo scorso anno sono state del 7-10 per cento inferiori all’anno precedente. Nessuno degli OEM da lui sentiti prevede alcun guizzo nelle vendite grazie a Windows 10.

La maggior parte degli OEM prevede, come prospettiva, una vendita annuale complessiva (riferita a tutti i grandi produttori) di PC compresa tra i 280 e i 320 milioni di unità l’anno: dunque, per quegli specifici mercati la crescita è da considerarsi sostanzialmente terminata. Gli unici vendor che risulteranno capaci di competere saranno di conseguenza i soli big, come HP, Lenovo, Dell e Apple, ma per i piccoli non sembra esserci alcuna speranza di sopravvivenza del settore.

Se a questo si aggiunge la tradizionale inerzia, la diffidenza e la volontà di tutela degli investimenti fatti sinora su Windows 7, è facile dubitare che quel miliardo di installazioni a cui Microsoft aspira sia, forse, un tantino ottimistico.


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  1. Alessio scrive:

    Ottimistico poi neanche troppo però perchè con la storia dell’aggiornamento gratuito unita al fatto che durante gli update di Windows 7 e 8 viene proposta la prenotazione credo che molti, moltissimi utenti faranno l’upgrade.
    Stanno facendo una campagna di marketing molto aggressiva.

    Personalmente io aspetterò ma io non sono la media degli utenti per così dire “comuni”. Anzi, molti miei conoscenti aggiorneranno anche solo perchè è gratis

    • La Redazione scrive:

      Non c’è dubbio, Alessio. Del resto Microsoft sapeva benissimo di operare in un mercato sostanzialmente saturo e, oltretutto, in “discesa” (a fronte della grande presenza del mobile): chi glielo avrebbe comprato, magari a 99 euro in versione “base”, con un Windows 8 e 8.1 pressoché trascurabili e un Windows 7 ora nella sua fase migliore di efficienza e funzionalità? Tuttavia, c’è da tornare a farsi – come suggeriamo sempre su queste pagine – la domanda di rito: se il prodotto è gratuito, chi paga?
      Un saluto




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